"Studenti, lavoratori e altri civili cinesi che persero la vita si erano riuniti per esercitare i propri diritti naturali e per rivendicare riforme democratiche, nonché l'accertamento delle responsabilità in merito alla corruzione. Ricordiamo le loro vite e onoriamo la loro eredità", ha aggiunto Rubio. Il 4 giugno del 1989, truppe e carri armati cinesi sgomberarono con la forza i manifestanti pacifici da Piazza Tienanmen a Pechino, dopo mesi di sit-in per sollecitare maggiori libertà politiche. Il bilancio esatto delle vittime resta ignoto, ma si stima possano essere state diverse centinaia. Da allora, i vertici comunisti hanno cercato di cancellare ogni menzione pubblica della repressione, tra la censura online e i media stranieri ammoniti per la copertura dell'anniversario. Con Hong Kong ormai normalizzata e nella stretta di Pechino, Taiwan resta l'unico luogo di lingua mandarina dove si ricorda Tienanmen con vari eventi pubblici.