Nella moderna politica repubblicana, l’annuncio del sostegno di Trump è l’arma risolutiva che fa vincere i singoli candidati. In Iowa così non è stato. Per capire meglio questo “superpotere”, bisogna risalire almeno sino al 2018: il presidente, durante un viaggio in aereo verso la sua residenza di Mar-a-Lago, rimase impressionato dallo spot elettorale dell’allora deputato Ron DeSantis, che si candidava a governatore della Florida. Postò su Twitter qualche parola di sostegno e contro i pronostici della vigilia vennero ribaltati e DeSantis vinse di misura le elezioni. Da allora decine di esponenti repubblicani, spesso neofiti, hanno vinto le rispettive primarie, con pochissime eccezioni. Nel mese di maggio, a otto anni da quell’evento, sembrava che lo smalto del presidente fosse rimasto tale, con il culmine raggiunto con la caduta del deputato del Kentucky Thomas Massie, vera e propria spina nel fianco dell’amministrazione sul caso del disvelamento dei file di Epstein ma anche per le sue critiche sulla condotta della guerra in Iran, che ad oggi rimane senza autorizzazione del Congresso.In Iowa c’è una situazione particolare. In apparenza, lo stato è repubblicano in modo affidabile, avendo votato tre volte per Trump. Però è anche uno stato agrario che confidava nelle doti di grande uomo d’affari dell’inquilino della Casa Bianca per risolvere i problemi del settore. Cosa che non è avvenuta. Anzi, i dazi hanno aggravato i problemi. Un esempio per tutti: la soia prodotta nello stato è stata sostituita da quella brasiliana. Infine, proprio il conflitto con l’Iran ha causato un brusco aumento del prezzo dei fertilizzanti nel periodo della semina. E allora la fiducia nei repubblicani cala, specie quelli istituzionali come il deputato Randy Feenstra, sostenuto dalla Casa Bianca in modo forse tardivo, per la sua corsa a governatore. L’esponente politico, comunemente ritenuto un insider di Washington, ha condotto una campagna assai svogliata, più orientata verso la classe sociale dei grandi finanziatori anziché verso l’ascolto della rabbia degli elettori delle aree rurali, dove il candidato ha persino rifiutato di partecipare ai dibattiti televisivi. Ecco spiegato come, a sorpresa, un misconosciuto avversario interno come il possidente agrario Zach Lahn, sostenuto dal Pac Maha, legato al movimento salutista del segretario alla sanità Robert Kennedy Junior, ha battuto di misura Feenstra per un migliaio di voti circa.Lahn, però, nonostante non abbia ancora una pagina Wikipedia a lui dedicata, era tutt’altro che un outsider. Si è mosso sottotraccia con le giuste organizzazioni: non solo i Maha di Kennedy ma anche Turning Point, l’organizzazione studentesca fondata da Charlie Kirk, che ha dato un sostegno significativo a Lahn, così come si è avvalso dei servigi di Luke Thompson, spin doctor molto vicino al vicepresidente J.D. Vance. Infine, una piccola vendetta locale: il deputato Steve King, sconfitto alle primarie da Feenstra nel 2020 per le sue posizioni contigue al suprematismo bianco, ha sostenuto con la sua vecchia rete di contatti l’avversario del suo vecchio rivale politico. Non dovrebbero esserci però scossoni: Lahn verrà sostenuto dall’ecosistema mediatico trumpiano. Anche perché, dopo anni, i giochi sono tutt’altro che fatti in vista di novembre.I dem dal canto loro hanno puntato sul revisore statale dei conti Rob Sand, l’unica carica elettiva che occupano al momento. Sand è un profilo difficilmente attaccabile: cita spesso la Bibbia, possiede due pistole, va spesso a caccia di cervi e fa suonare “America The Beautiful” ai suoi comizi. Situazione complicata anche al Senato: la senatrice uscente Joni Ernst lascia e a contendersi il seggio saranno la deputata Ashley Hinson (stavolta tutto liscio per i repubblicani) e il rappresentante statale Josh Turek, ex atleta paralimpico che ha battuto l’avversario Zach Wahls, proveniente dalle fila della sinistra e noto per i suoi toni accesamente populisti. La perdita dell’Iowa per i repubblicani, che tengono particolarmente allo stato dove iniziano le primarie presidenziali ed è al 97 per cento composto da bianchi, sarebbe un segnale di allarme a novembre. E la partita non era così aperta da oltre dieci anni.
In Iowa Zach Lahn batte alle primarie il candidato sostenuto da Donald Trump
Il possidente agrario (che ancora non ha una pagina Wikipedia) ha sconfitto di misura Randy Feenstra, appoggiato in modo forse tardivo dalla Casa Bianca










