Rimanere al buio e senza elettrodomestici, soffrire il freddo in inverno e il caldo in estate. Sono queste le conseguenze più concrete della povertà energetica, un fenomeno che in Italia, secondo le stime di Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) riguarda 5,3 milioni di persone e che è peggiorato a causa del moltiplicarsi di conflitti a livello internazionale, con un conseguente aumento dei prezzi dell’energia.
“Secondo le stime dell'Osservatorio Italiano sulla povertà energetica, nel 2024, si registravano 2,4 milioni di famiglie in povertà energetica - tra cui un milione e cento minori - pari al 9,1 per cento del totale”, afferma Paola Valbonesi, presidente di OIPE intervenuta nei giorni scorsi proprio su questo tema in occasione dell’incontro Connessioni sostenibili: un confronto su ambiente e responsabilità sociale, al Talent Garden di Milano. “Una famiglia è in povertà energetica quando ha difficoltà ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici o, in alternativa, se il suo acquisto implica una distrazione di risorse, in termini di spesa o di reddito, superiore a un ‘valore normale’. Tipicamente, questo accade quando il reddito è basso, i costi dell'energia sono alti e l'abitazione è poco efficiente”.






