Il fratello di Luca Di Vito, ucciso da un vicino a pochi passi da casa sua nella zona di Casal del Marmo a Roma, si è precipitato sul posto dove è avvenuto l’omicidio per una banale lite.
Roberto cammina su e giù lungo via Villastellone, nella periferia nord ovest di Roma. In fondo alla strada si intravedono uomini vestiti con delle tute bianche e i flash di una macchina fotografica. Lì, in cima alle scale dell'ultima palazzina in fondo alla strada, è stato ucciso a coltellate suo fratello. Si chiamava Luca Di Vito, aveva 57 ed è stato ucciso con una o forse più coltellate al collo davanti alla sua compagna da un ragazzo di appena 18 anni.
"Non si può morire così, per una cavolata del genere – continua a ripetere il fratello circondato dai suoi vicini di casa – lui non era uno sprovveduto, sicuramente non si aspettava una reazione simile da parte di questo ragazzino. Al giorno d'oggi devi avere paura anche di una semplice discussione, i ragazzi girano ormai tutti con i coltelli in tasca". Una reazione improvvisa e imprevedibile, partita un banale litigio per l'immondizia sotto casa. Un'aggressione fulminea, avvenuta davanti al portone di casa del ragazzo. Ucciso sotto casa a Casal del Marmo, la dinamica Il 18enne, fermato poi dalla polizia dopo il delitto e portato in commissariato, sarebbe stato ripreso dalla vittima perché stava buttando la sua spazzatura nei secchioni della loro palazzina. Il giovane avrebbe urlato alla vittima "Scendi se hai coraggio!". Di Vito non se lo sarebbe fatto ripetere e avrebbe corso all'ingresso della sua abitazione ma il ragazzo sarebbe fuggito verso casa, situata in fondo alla via.












