"La Rai è in prima linea contro la disinformazione e le fake news". È il messaggio trasmesso dalla tv pubblica nell'incontro "Rai - Uniti contro la disinformazione", nel corso del quale sono state ricordate le attività di alfabetizzazione mediatica e digitale sostenute dal servizio pubblico."La Rai ha investito molto nell'approfondimento giornalistico, nonostante alcune narrazioni spesso costruite ad arte - ha detto l'amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi -. La Rai raggiunge 10 mila ore annue di informazione, ponendosi tra i primi broadcaster in Europa, con un incremento del 66% negli ultimi due anni rispetto agli anni precedenti. La Rai ha aumentato anche le ore dedicate al giornalismo d'inchiesta, che è decisivo nel processo di ricerca della verità"."La spettacolarizzazione dell'informazione, però - ha proseguito -, porta con sé il rischio che il giornalismo di inchiesta si trasformi in giornalismo di teorema che è un cancro della democrazia". Nel dibattito, moderato da Incoronata Boccia, direttrice dell'Ufficio stampa Rai, sono intervenuti anche Gianni Riotta, Coordinatore IDMO, Fabrizio Casinelli, direttore Comunicazione Rai, Francesco Giorgino, direttore Ufficio studi Rai e Marcello Ciannamea, direttore Distribuzione Rai.Focus centrato sull'attività dell'Osservatorio IDMO - Italian Digital Media Observatory, consorzio cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dall'Università Luiss Guido Carli - e al crescente impegno della Rai "nella promozione di una cultura dell'informazione di qualità e sempre più responsabile, nella diffusione di contenuti autorevoli, attraverso format innovativi capaci di coinvolgere cittadini, istituzioni e nuove generazioni".Presentate anche le nuove puntate del progetto "Uniti contro la disinformazione", disponibili su RaiPlay dal 30 aprile, che offriranno strumenti di analisi, riflessione e approfondimento sui temi più attuali legati all'ecosistema digitale, alla verifica delle fonti e alla consapevolezza mediatica. Con circa 1,2 miliardi di contatti (150/180 milioni a stagione) tra Tv, RaiPlay social media ed eventi, si tratta in tutto sei stagioni, con sessanta pillole in totale e più di 13mila messe in onda sui Canali Rai. L'Italian Digital Media Observatory (IDMO) è un'iniziativa strategica nata per affrontare le sfide poste dalla disinformazione nell'era digitale, promuovendo l'alfabetizzazione mediatica e migliorando la qualità dell'informazione in Italia e in Europa. Oltre all’alfabetizzazione digitale gli altri pilastri su cui si basa l’osservatorio sono la ricerca, lo studio delle nuove tecnologie e dei media digitalite. elaborazioni di policy e raccomandazione per istituzioni pubbliche e privare. Finanziato nell’ambito del programma Connecting Europe Facility (CEF) dalla Commissione Europea tramite bando pubblico, IDMO si presenta con un importante consorzio coordinato dal Data Lab.IDMO fa parte di un’ampia rete di osservatori europea (che coprono tutti gli Stati Membri dell’UE) coordinata dall’European Digital Media Observatory che operano anche trasversalmente su temi di rilievo internazionale. ha come obiettivo principale quello di studiare i media digitale e promuovere il pensiero critico con l’obiettivo di arginare fenomeni nefasti come quello della disinformazione, rafforzare la responsabilità giornalistica e sensibilizzare il pubblico sui rischi legati alla manipolazione informativa. Il progetto si avvale delle più moderne tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale (AI), per rilevare in tempo reale le notizie false, i deepfake e le campagne di manipolazione. IDMO riconosce che la tecnologia da sola non è sufficiente; è essenziale lavorare sulla ricostruzione della fiducia nei media e garantire una maggiore trasparenza nell'informazione.
La Rai in campo per combattere la disinformazione: arrivano le "pillole" anti-fake news
Nella sede Rai di via Alessandro Severo a Roma la conferenza stampa di presentazione, Rossi: aumentate le ore dedicate alle inchieste, no al giornalismo di teorema









