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Mercoledì sera per l’Italia femminile di pallavolo comincia la Nations League, un torneo tra le migliori nazionali che si gioca ogni anno in preparazione alle competizioni più importanti: i Mondiali, le Olimpiadi o, nel caso di quest’anno, gli Europei di fine agosto. L’Italia non solo ha vinto le ultime due edizioni, ma in più non perde una partita ufficiale da due anni, dal 2 giugno del 2024.
Come accaduto l’anno scorso, l’allenatore Julio Velasco sfrutterà il torneo per provare un po’ di cose nuove. Già dopo la vittoria delle Olimpiadi, e prima dei Mondiali, diceva del resto: «Dobbiamo allenarci come se avessimo perso. E cosa faremmo se avessimo perso? Cercheremmo soluzioni diverse per vincere». Per le prime quattro partite, in programma fino a domenica in Brasile, sono state convocate quattro esordienti: la palleggiatrice Francesca Scola, le centrali Denise Meli e Linda Manfredini e l’opposta Merit Adigwe; non ci saranno invece le titolari Alessia Orro, Myriam Sylla, Sarah Fahr, Anna Danesi e Paola Egonu.
La maggior parte delle attese non riguarda però le giocatrici nuove, ma il cambio di ruolo di Kate Antropova. Già mesi fa Velasco aveva detto di volerci provare, e nelle scorse settimane ha cominciato a farlo durante le amichevoli, per il momento con esiti incoraggianti.







