Caricamento player

Fino a poco fa era possibile ingannare il chatbot di assistenza tecnica di Meta per ottenere l’accesso ai profili altrui su Instagram e Facebook. Ne hanno parlato siti e pagine specializzate in sicurezza informatica e hacking dopo una serie di casi notevoli nel weekend, fra cui uno che ha coinvolto un profilo Instagram legato all’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. È un caso molto imbarazzante per Meta, che negli ultimi tempi ha investito molto sulle intelligenze artificiali. L’azienda ha detto di aver risolto il problema.

Il metodo per raggirare il chatbot di Meta richiedeva innanzitutto di mascherare la posizione geografica del dispositivo utilizzato tramite una VPN (un sistema che modifica gli indirizzi IP, i codici associati a ogni dispositivo connesso a Internet e che contengono anche la loro localizzazione). La posizione veniva impostata su quella della persona realmente titolare dell’account in cui ci si voleva infiltrare. In caso il chatbot avesse chiesto una foto per confermare l’identità della persona proprietaria dell’account, era possibile prendere una foto dal profilo da hackerare e modificarla con sistemi di intelligenza artificiale, senza che il chatbot si accorgesse che la foto era stata contraffatta.