William Applegate si sarebbe presentato più volte a casa della cantante, dove avrebbe tentato di entrare con la forza. Avrebbe inoltre ribadito di conoscerla e di essere atteso da lei. Carpenter ha definito il suo comportamento una delle "violazioni più inquietanti della sicurezza personale e della privacy che io abbia mai subito”. Ora l'uomo dovrà mantenere una distanza di almeno 100 metri
Un giudice di Los Angeles ha concesso a Sabrina Carpenter un ordine restrittivo temporaneo contro un presunto stalker che avrebbe innescato nella popstar un “continuo e significativo timore” per la propria incolumità. In una dichiarazione ottenuta da Rolling Stone, la cantante ha affermato che nelle ultime settimane un uomo, William Applegate, si sarebbe presentato in diverse occasioni a casa sua, dove avrebbe tentato di entrare con la forza e dalla quale si sarebbe rifiutato di andarsene persino in presenza della sicurezza, alla quale avrebbe anzi ribadito di conoscere Carpenter e di essere atteso lì. In particolare, il 23 maggio si sarebbe verificato un episodio “profondamente allarmante”. In quell’occasione, infatti, Applegate si sarebbe prima introdotto nella proprietà del vicino per aggirare la recinzione di sicurezza della casa della popstar, avrebbe poi raggiunto la porta d’ingresso e avrebbe “spinto con forza” la maniglia che, però, sarebbe stata chiusa. A quel punto, l’uomo avrebbe bussato e suonato il campanello e si sarebbe rifiutato di andarsene fino all’arrivo della polizia, che l’ha infine arrestato. “Applegate ha inventato l’affermazione oltraggiosa e completamente falsa di conoscermi personalmente e che io lo stessi aspettando. Questa era una bugia bella e buona”, ha scritto la cantante, che ha aggiunto che meno di 24 ore dopo l’uomo si sarebbe comunque ripresentato presso la sua abitazione e si sarebbe aggirato per ore nei dintorni. Il 25 maggio avrebbe anche parcheggiato davanti alla dimora, “conducendo quella che può essere descritta solo come una deliberata sorveglianza dei miei movimenti e della mia casa”. Carpenter ha anche allegato gli screenshot delle riprese della sua telecamera di sicurezza e ha chiesto che l’ordinanza restrittiva proteggesse anche altre due persone che vivono con lei, inclusa la sorella maggiore. Il giudice ha infine accolto la richiesta e ha quindi ordinato ad Applegate di mantenersi ad almeno 100 metri di distanza dall’artista, dalla sua casa, dalla sua auto, dal suo luogo di lavoro e dagli altri residenti. “Questo non è il comportamento di qualcuno che si è imbattuto per caso nella mia proprietà”, ha proseguito Carpenter. “Si tratta di stalking e sorveglianza intenzionali diretti contro di me e la mia residenza”. Ha poi definito il presunto tentativo dell’uomo di introdursi senza permesso nella sua abitazione come una delle “violazioni più inquietanti della sicurezza personale e della privacy che io abbia mai subito” e la sua “insistenza delirante” nell’affermare di conoscerla e di essere il benvenuto a casa sua come la manifestazione di una “fissazione pericolosa, delirante e irrazionale”. Infatti, “il suo comportamento abituale, fatto di stalking, intrusioni e sorveglianza, mi ha causato un grave e continuo disagio emotivo, e temo ciò che potrebbe fare se non venisse fermato da questo tribunale”. Il 17 giugno si terrà un’ulteriore udienza in tribunale per la proroga dell’ordinanza restrittiva, mentre il 18 giugno Applegate dovrà comparire in aula per l’arresto a seguito dell’accusa di violazione di domicilio.










