La quantità di memoria installata nei notebook rappresenta spesso un limite difficile da aggirare. Molti modelli sottili e leggeri adottano infatti moduli RAM saldati sulla scheda madre, eliminando qualsiasi possibilità di espansione futura. Allo stesso tempo, numerosi sistemi con grafica ibrida integrano una GPU NVIDIA dedicata che resta inattiva per gran parte della giornata, soprattutto durante attività d’ufficio, sviluppo software e navigazione web. In queste situazioni diversi gigabyte di VRAM rimangono inutilizzati mentre il sistema operativo ricorre allo swap su SSD quando la memoria principale si esaurisce.

Da questa osservazione nasce nbd-vram, un promettente progetto open source che trasforma parte della memoria video NVIDIA in uno spazio di swap utilizzabile dal sistema Linux. L’idea appare insolita ma poggia su meccanismi già presenti nel kernel e nei driver CUDA.

I primi test pubblicati dall’autore mostrano una configurazione basata su GPU RTX 3070 su laptop con 8 GB di VRAM e 16 GB di RAM, capace di raggiungere circa 46 GB di memoria complessivamente indirizzabile sommando RAM, VRAM, zram e swap su SSD. Non si tratta di un sostituto della memoria fisica, ma di una soluzione che punta a ridurre gli effetti più evidenti della “pressione” sulla RAM.