Genova – Le date dello spareggio per conquistare la Serie C sono ancora tutte da definire e saranno chiare solo dopo la fine del percorso in Coppa Italia, che intanto però potrebbe portare un altro trionfo. Battuto l'Erbusco, c'è una semifinale da giocare il 7 giugno. Si gioca per vincere su entrambi i fronti: è il messaggio della capitana delle Women, Bianca Fallico, che dopo la ripartenza dall'Eccellenza a seguito della non iscrizione in B è rimasta per guidare il gruppo alla rinascita. Fallico, che aria si respira in spogliatoio? "Di responsabilità. Abbiamo fatto un gran campionato, ma il risultato ancora non è arrivato. C'è concentrazione e attenzione ai dettagli, quella che fa la differenza in questo momento: l'abbiamo visto domenica, contro una squadra organizzata e preparata. Siamo molto focalizzate e stiamo ragionando passo passo. Prima la coppa, poi il campionato. Senza farci distrarre da cambiamenti di date o altro". A proposito, sembra non abbiate risentito del cambio in panchina, da Castiglione a Oliviero. Questo riesce solo ai gruppi forti. "Sono d'accordo. Non ci siamo interessate delle motivazioni e delle dinamiche, ma ci siamo guardate in faccia, col direttore e lo staff. Ci siamo dette di compattarci, perché quei momenti possono creare discordie, ma noi non ci siamo divise. Questo ha mostrato quanto ci teniamo. Mister Oliviero si è subito calato nella parte, posto che anche prima ci dava già una grande mano, ed è sempre stato presente. Avere una figura già conosciuta è stato d'aiuto, sta facendo un gran lavoro e gli vanno dati tanti meriti, sia adesso che in precedenza". Due trofei, seppur regionali, li avete già conquistati: coppa e campionato d'Eccellenza. A un occhio distratto sembra che quest'anno sia stato tutto facile. È davvero così? "No, anche se a volte in effetti dall'esterno sembrava scontato. Ricordo con lo Spezia, vincemmo 1-0 e da fuori sentii dire: 'Come solo 1-0?'. Castiglione diceva sempre che da fuori sembra tutto facile ed è giusto sia così. Ma anche per raggiungere quei due obiettivi c'è stato tanto lavoro". Lei ha vissuto in prima persona i tristi giorni della non iscrizione in B e della discesa in Eccellenza. Ci aiuta a ricostruirli? "La notizia l'abbiamo avuta a fine giugno, inizio luglio. Ce la comunicò il direttore Palmieri il quale, avendo messo in piedi tutto questo, forse era anche più dispiaciuto di noi. Fu una bella botta emotiva, eravamo a pezzi, non posso negarlo. Ci è dispiaciuto non giocare in B per tornare dove meritavamo. Molta rabbia e rammarico sul momento, ma poi col direttore ci siamo dette che potevamo costruire qualcosa di ancora migliore". Così lei, ma anche Tampieri, avete scelto di restare. È stato difficile? "No, è stata una scelta di cuore. Io e Amanda non ci vedevamo da nessun'altra parte. Dopo 4 anni pazzeschi, ci spiaceva lasciare in queste condizioni. Poi persone come Palmieri, lo staff, un ambiente bello, rendono tutto più semplice". Voi due e Tortarolo (capocannoniera con oltre 30 gol) fate da chiocce a un gruppo di ragazze molto giovani. "Siamo un mix perfetto, io e Amanda siamo poliziotto buono e cattivo. Se ci sono da tirare urla in spogliatoio, lo fa lei. Giulia è una via di mezzo. È un valore aggiunto a livello tecnico ma pure di gruppo, e non era scontato si calasse subito in questo ruolo venendo da fuori. Le più piccole stanno dimostrando carattere e maturità. Merito del lavoro che viene fatto nel settore giovanile". A livello dirigenziale e societario, dopo la ripartenza e gli ottimi risultati di quest'anno, si avverte nuova fiducia? "Noi pensiamo e speriamo di sì, e lavoriamo per far sì che loro vedano il nostro valore e continuino ad aiutare anche nel comparto femminile".