Il nuovo shock energetico peserà sui consumi delle famiglie, investimenti ed export frenando lo slancio legato all'aumento delle spese legate al Pnrr. "L'aumento dei prezzi dell'energia – prosegue l'Ocse – causerà un aumento dell'inflazione, cancellando la recente progressione dei salari reali"

La crescita del Pil italiano si attesterà allo 0,5% nel 2026 (dato migliorato di un decimale rispetto al +0,4% stimato a marzo), poiché il rinnovato shock dei prezzi dell’energia peserà sui consumi delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni, compensando lo slancio del Pnrr. Così L’Ocse nell’Outlook appena diffuso. “L’impennata dei prezzi dell’energia farà aumentare l’inflazione, vanificando i recenti guadagni in termini di salari reali. Nel 2027, il calo dei prezzi dell’energia e la minore incertezza porteranno la crescita allo 0,6%”, invariata rispetto alla proiezione di marzo, scrive l'Ocse.

Si prevede che la crescita del prodotto rimanga "modesta allo 0,5% nel 2026, poiché il nuovo aumento dei prezzi dell’energia e l’incertezza pesano sui consumi delle famiglie e sulla produzione e gli investimenti delle imprese", scrive l'Ocse. L’aumento degli investimenti pubblici, con l’accelerazione dell’erogazione dei fondi del Pnrr sosterrà l’attività economica, in particolare nei settori dell’edilizia e dell’industria manifatturiera ad essa collegata. La crescita dell'occupazione dovrebbe rallentare, anche se l'aumento del tasso di disoccupazione dovrebbe essere limitato, dato che un numero minore di adulti sta entrando nella forza lavoro.