Una nuova escalation militare ha colpito il Golfo Persico. Nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 giugno l’Iran ha lanciato una serie di attacchi contro obiettivi in Kuwait e Bahrein, in risposta alle operazioni condotte dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Tra i bersagli colpiti figura anche l’aeroporto internazionale del Kuwait, dove droni e missili hanno provocato danni alle infrastrutture e causato diversi feriti.Secondo quanto riferito dall’Autorità per l’aviazione civile kuwaitiana, il terminal T1 dello scalo è stato raggiunto durante l’attacco. Le autorità hanno attivato un piano di emergenza, sospendendo le operazioni aeroportuali e disponendo il dirottamento dei voli verso altri aeroporti fino a nuovo avviso. I danni alle strutture vengono descritti come significativi.L’azione iraniana arriva poche ore dopo le incursioni statunitensi definite “difensive” contro l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Fonti americane riferiscono che le forze Usa hanno colpito una torre radio considerata strategica per le comunicazioni nella zona.La risposta di Teheran si è tradotta nel lancio di missili verso Kuwait e Bahrein. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti e le autorità kuwaitiane, parte dei vettori è stata intercettata e abbattuta dai sistemi di difesa aerea prima di raggiungere gli obiettivi.Nel frattempo, i media iraniani parlano di una “nuova ondata di attacchi” contro le basi militari statunitensi presenti nei due Paesi del Golfo. La televisione di Stato iraniana Irib ha riferito che sia il Bahrein sia il Kuwait hanno deciso di chiudere il proprio spazio aereo come misura precauzionale. Le autorità dei Paesi coinvolti monitorano l’evoluzione della situazione, mentre resta alta l’allerta per possibili nuove azioni militari nelle prossime ore.