Per milioni di brasiliani è un simbolo nazionale, protagonista di meme, film e campagne culturali. In Messico, però, il celebre cane dal manto color caramello è stato recentemente riconosciuto come una delle razze rappresentative del Paese. Una decisione che ha scatenato polemiche, ironie e rivendicazioni identitarie da entrambe le sponde dell’America Latina.
Quello che potrebbe sembrare un semplice dibattito cinofilo si è trasformato in una curiosa disputa culturale tra Brasile e Messico. Al centro della vicenda c’è il cosiddetto cane caramelo, il celebre meticcio dal pelo corto color miele che da decenni popola le strade brasiliane ed è diventato uno dei simboli più riconoscibili del Paese.
La polemica è esplosa dopo che la Procura per la Protezione Ambientale dello Stato del Messico (Propaem) ha inserito il cosiddetto perrito amarillo nella lista delle razze nazionali, accanto a cani storicamente associati all’identità messicana come il Chihuahua, lo Xoloitzcuintli e il Calupoh.
La decisione, annunciata ad aprile, aveva l’obiettivo dichiarato di promuovere le adozioni e combattere il pregiudizio nei confronti dei cani senza pedigree. Tuttavia, in Brasile è stata percepita da molti come un tentativo di appropriarsi di un simbolo nazionale.






