L’eventoIl 4 e il 5 giugno si svolgono i Campionati 2026 organizzati da JA Italia che decreteranno la migliore mini-impresa italiana di studenti da inserire nell’Albo nazionale delle eccellenzedi Tommaso Ponzi3 giugno 2026Scuola e lavoro, per anni mondi paralleli, oggi dialogano sempre di più. Questo grazie anche all’impegno di Junior Achievement Italia, che domani a Roma inaugura la due giorni dei Campionati di imprenditorialità. La competizione, ospitata a Palazzo Valentini e al Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, rappresenta la fase finale di un percorso, prima a livello territoriale e poi nazionale, che decreterà la migliore mini-impresa italiana di studenti da inserire nell’Albo nazionale delle eccellenze. Ma il significato più profondo di questo percorso emerge nelle storie di chi lo ha attraversato: professionisti che mettono a disposizione le loro competenze e studenti che da un’esperienza scolastica hanno trovato una direzione.I racconti di chi ce l’ha fattaÈ il caso di Janira Grillotti, 25 anni, di Rieti. «A 17 anni pensavo di studiare chimica e tecnologie farmaceutiche», racconta. Poi l’incontro con un programma di Junior Achievement Italia ha cambiato il suo percorso. Oggi lavora come project manager in ambito culturale e formativo. «Grazie a JA, ho potuto scoprire lati di me che ancora non conoscevo». Durante il percorso, insieme ai compagni di classe, ha ideato un sottovaso in grado di annaffiare le piante da remoto.Anche Ilva Diaco, 39 anni, originaria di Bergamo e da anni residente in Lussemburgo, ha trovato la propria strada dopo un percorso con JA. Oggi è managing director di Intreal, una società che amministra fondi d’investimento nel settore real estate. Anche per lei il punto di svolta è arrivato a 17 anni. «È stata la prima occasione concreta per confrontarmi con il mondo del lavoro», racconta. Con i compagni aveva sviluppato un portachiavi dotato di tracker per rintracciarlo. Il progetto l’ha portata fino alle competizioni nazionali di Junior Achievement Italia. «Dovevamo presentare la nostra start-up alla Borsa Italiana e io ero sul palco». È stata notata dai recruiter di Citigroup, che le hanno offerto uno stage estivo. «Per me è stato il vero punto di svolta. Lì mi sono innamorata del mondo della finanza». Da quell’esperienza è nata anche la scelta del percorso universitario: studiare finanza, trading e investment banking. «Se oggi faccio questo lavoro, è anche grazie a JA».Arbjon Sina, 29 anni, della provincia di Pisa, racconta di essere stato «forgiato» dal programma di Junior Achievement a cui ha partecipato in quarta superiore. Oggi è direttore commerciale di un’azienda specializzata nella produzione di macchinari, un incarico che lo porta a trascorrere gran parte del tempo all’estero. «JA mi ha sbloccato e mi ha fatto capire che perseverare è fondamentale», racconta.I volontariTra chi ha scelto di mettere a disposizione il proprio know-how c’è Antonio Domenico Ialeggio, 43 anni, di Benevento. Imprenditore nel settore dell’illuminazione, nel 2012 ha iniziato come volontario nei programmi di Junior Achievement Italia e da allora non ha più interrotto il suo impegno. Oggi, oltre alle attività imprenditoriali, guida una holding che investe in start-up, comprese quelle nate nei percorsi di JA. Tra queste anche Farm Animal Trade, marketplace per animali da allevamento, sviluppato a partire da un progetto che ha seguito come coach. «Non è vero che i ragazzi non hanno voglia di fare niente. A loro serve un abilitatore, una persona che crede in loro e che li spinge a realizzare le loro idee, che spesso sono molto innovative», racconta Antonio.