Federico Roberti in azioneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici C’è un filo azzurro che torna a passare da Fano. E questa volta porta il nome di Federico Roberti, schiacciatore virtussino, prodotto di casa, chiamato a vivere un’esperienza con la Nazionale maggiore di pallavolo. Da oggi a sabato il giocatore della Virtus Volley Fano sarà a Cavalese, in Val di Fiemme, per tre giorni di allenamenti con il gruppo azzurro. Una chiamata che non è ancora un punto d’arrivo, ma somiglia molto a una porta che si apre. Per la Virtus è motivo d’orgoglio, per Fano una notizia che profuma di storia sportiva. Perché quando un ragazzo cresciuto nel vivaio pallavolistico cittadino arriva a respirare l’aria della Nazionale maggiore, il pensiero corre inevitabilmente a Paolo Tofoli, il grande precedente, il campione partito dalla Virtus e poi diventato uno dei volti della generazione dei fenomeni. Un paragone pesante, certo, da maneggiare con rispetto. Ma anche una suggestione bellissima: Roberti sulle orme di Tofoli, con la maglia azzurra davanti agli occhi e la Virtus alle spalle.
Classe 2004, fanese, schiacciatore, Roberti è ormai uno dei nomi più interessanti del volley di casa nostra. Non è la prima volta che indossa l’azzurro: con le nazionali giovanili ha già vissuto esperienze internazionali importanti, dagli Europei Under 20 ai Mondiali, fino agli Europei Under 22. Ma la chiamata nell’orbita della Nazionale maggiore ha un sapore diverso. È il segnale che il percorso fatto fin qui, tra palestra, campionato e crescita tecnica, è stato visto anche dai piani più alti della pallavolo italiana. La Virtus lo ha annunciato con entusiasmo sui propri canali social, parlando di "grande traguardo per lui" e di "motivo di orgoglio per tutta la Virtus". Ed è difficile darle torto. Perché Roberti non rappresenta soltanto un atleta che sale di livello: rappresenta una società che continua a seminare, un vivaio che produce talento, una città che nella pallavolo ha radici profonde e memoria lunga. A Cavalese Federico Roberti troverà ritmi, intensità e qualità da Nazionale. Tre giorni per imparare, misurarsi, assorbire, farsi vedere. Tre giorni che possono pesare molto nel percorso di un ragazzo di 22 anni che sta costruendo la propria strada. La storia di Tofoli resta lontana e immensa. Quella di Roberti è tutta da scrivere. Ma intanto Fano può godersi una notizia che fa bene allo sport e all’orgoglio cittadino.






