di
Gennaro Scala
Il ragazzo ha usato la droga, comprata sul web, nella sua casa ad Arzano insieme a due amici di 19 e 22. E' intubato, ricoverato in Rianimazione
Nella stanza al primo piano dell’ospedale San Paolo di Napoli c’è un respiratore che con la sua incessante attività scandisce anche il tempo come un metronomo. Dentro un letto c’è un ragazzo di diciassette anni che lotta tra la vita e la morte, in prognosi riservata. Fuori, nei corridoi della Rianimazione, i genitori hanno vissuto per una notte e un giorno come sospesi. La madre, raggiunta telefonicamente dal Corriere , risponde con la voce provata: «Vi prego, non riesco». È l’epilogo di una serata di trasgressione che ha sdoganato l’ultima frontiera delle droghe chimiche, acquistate con un clic sui mercati invisibili della rete.
Lo chiamano il «miele dello sballo». O anche Wax, Crumble, Sugar, Honeycomb, Budder. Dietro ai nomi commerciali si nasconde un potentissimo concentrato di cannabis in cera che ha trasformato una serata tra amici in un dramma. I fatti risalgono a lunedì sera, ad Arzano, nell’hinterland napoletano. Tre giovani si riuniscono nell’abitazione del minorenne: con lui ci sono due amici di diciannove e ventidue anni. Sul tavolo c’è un vasetto di vetro da circa trenta grammi, ordinato su Internet. All’interno c’è una sostanza gelatinosa e ambrata, simile alla cera d’api. Si tratta di un estratto purissimo ottenuto dalle cime della cannabis tramite l’utilizzo di solventi.











