Il 2 aprile 2026 la Anthropic ha pubblicato sul suo sito il riassunto di uno studio che parla di emozioni e intelligenze artificiali generative, in particolare in relazione al modello Sonnet 4.6 di Claude. Il 9 aprile 2026 lo studio completo è stato pubblicato sulla piattaforma Arxiv.

Purtroppo, spesso, questo tipo di ricerche viene sintetizzato con titoli come questo: “Anche l’ai di Anthropic è capace di ‘provare’ emozioni, in un certo senso”. In realtà la ricerca non dice affatto che Claude provi emozioni. Eppure a volte basta un titolo così per inquinare il dibattito: ci sarà chi lo prenderà alla lettera e chi si lamenterà dell’umanizzazione delle intelligenze artificiali, con il risultato che ci si capisce poco o niente.

Proviamo a fare ordine, a partire da una premessa: lo studio è firmato da ricercatrici e ricercatori della stessa Anthropic, che parlano del loro modello. Questo è un problema serio. Moltissime ricerche fatte sui modelli più recenti arrivano direttamente dalle aziende che producono e vendono quei modelli, perché hanno accesso diretto ai dati e perché hanno più soldi. È vero che gli studi sono pubblici e si possono analizzare, ma sarebbe meglio averne molti di più finanziati da istituzioni pubbliche e fatti da istituti di ricerca indipendenti.