CITTÀ DEL VATICANO. Vaticano oltre il gender gap. Per guidare la comunicazione il Papa ha scelto Maria Montserrat Alvarado, attuale numero uno di Ewtn News. Con la nomina di un capodicastero si amplia in Curia la compagine femminile che già include superiori di uffici della Santa Sede (suor Alessandra Smerilli allo Sviluppo umano integrale, suor Simona Brambilla ai Vescovi e agli Istituti di vita consacrata, suor Tiziana Merletti alle Società di vita apostolica). Ruoli al vertice. Poi guide di istituzioni ecclesiastiche (suor Nina Benedikta Krapić, vicedirettrice della Sala Stampa, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, suor Nathalie Becquart, sottosegretaria del Sinodo). E ancora Marianne Mount al Dicastero per la Cultura, María Lía Zervino al ministero dei Vescovi, Margherita Romanelli all’Associazione Donne in Vaticano e altre figure di minore visibilità nelle istituzioni d’Oltretevere.

Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani

La nuova responsabile della comunicazione succederà a novembre a Paolo Ruffini, proseguendo il percorso di riforma avviato da Francesco. Il numero di donne impiegate in Vaticano è aumentato rapidamente raggiungendo in pochi anni il 26% dei collaboratori della Curia. Tra loro Giulia Cullurà (dicastero dell’Istruzione) che dice a Ewtn: «Abbiamo la chiara percezione di quanto sta avvenendo. Siamo in una missione, in un progetto comune che è il servizio alla Chiesa universale e al Papa. C’è un nuovo modo di integrarci nella Chiesa e così possiamo esprimere con sincerità e liberamente le nostre professionalità, qualità lavorative, propensioni, attitudini». Evoluzione costante, segno di una Chiesa che cambia. Secondo suor Becquart esiste «una relazione diretta tra ciò che accade in Vaticano e ciò che si sviluppa nelle Chiese locali, in uno scambio reciproco che rafforza la partecipazione femminile alla missione ecclesiale». Non solo in Curia quindi: «Sempre più diocesi chiedono a donne di guidare esercizi spirituali per congregazioni religiose maschili, di predicare ritiri o di facilitare capitoli e aumenta la loro presenza in ruoli di responsabilità nella Caritas così come nelle università cattoliche».