La prevenzione italiana avrà un hub nazionale digitale capace di incrociare dati sanitari, ambientali, veterinari e sociali per orientare le scelte del Ssn e delle Regioni. È la novità più operativa del Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, finanziato con il Pnrr.

Il documento individua sette macro obiettivi, ovvero malattie croniche non trasmissibili, dipendenze, incidenti domestici e stradali, salute e sicurezza dei lavoratori, ambiente clima e salute, malattie infettive prioritarie, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria. A questi si affiancano 14 programmi predefiniti, vincolanti per le Regioni, quali scuole che promuovono salute, comunità attive, luoghi di lavoro salutari, screening oncologici, cronicità, primi mille giorni di vita, alimenti e animali da compagnia.

Il Piano, predisposto dal ministero della Salute, punta a una prevenzione più capillare e proattiva. L’hub integrerà flussi da ospedali, laboratori veterinari, enti ambientali, stazioni meteo e servizi sociali, leggendo insieme salute umana, animale e ambiente secondo l’approccio One Health.

La logica è anticipare le necessità. I dati dovranno supportare pianificazione, monitoraggio, modelli di simulazione, valutazioni d’impatto e governo dei livelli essenziali di assistenza. Il Piano collega questa evoluzione al Dm 77/2022: Case della comunità, prossimità, medicina di iniziativa e strumenti digitali diventano la rete per rendere effettive le prestazioni di prevenzione incluse nei Lea.