A Parigi il Pont Neuf si trasforma in una monumentale caverna firmata dall’artista francese JR, un omaggio a Christo e Jeanne-Claude che ci invita a guardare oltre quello che vediamo tutti i giorni. Il critico d’arte Nicolas Ballario spiega a Fanpage.it il significato dell’opera e il suo legame con l’arte pubblica contemporanea.

La Caverne du Ponf Neuf, Parigi, JR

Per qualche settimana a Parigi il paesaggio smetterà di essere quello che tutti conoscono. Il Pont Neuf, il ponte più antico della capitale francese, si trasformerà in una gigantesca caverna di tela stampata lunga 120 metri, larga 20 e alta 18: un’installazione monumentale che attraversa il cuore della città e invita i visitatori a percorrerlo come se stessero entrando in un’altra dimensione. Dal 6 al 28 giugno, La Caverne du Pont Neuf di JR ridisegnerà uno dei luoghi simbolo di Parigi attraverso un intervento che fonde arte pubblica, illusione ottica, musica, profumi e partecipazione collettiva. L’opera rende omaggio a una delle più celebri installazioni del ‘900, Le Pont Neuf Empaqueté, realizzata nel 1985 da Christo e Jeanne-Claude. Ma il progetto dell’artista francese non si limita a rievocare quel precedente storico, la sua caverna è un ambiente immersivo che trasforma il ponte in un tunnel montano a metà tra realtà e finzione, un trompe-l’œil che dialoga con le grandi installazioni già realizzate da JR al Louvre, all’Opéra di Parigi e su numerosi altri edifici storici. Quest’opera sarà particolarmente speciale perché coinvolgerà tutti i sensi. Ad accompagnare il percorso sarà una composizione sonora creata da Thomas Bangalter, membro dei Daft Punk, mentre per la prima volta JR esplorerà anche la dimensione olfattiva grazie alla collaborazione con la giornalista Sarah Bouasse e con la maison di profumi Odore Scola. L’aria stessa diventerà quindi parte dell’opera, attraverso fragranze ispirate agli elementi geologici e alle origini della vita sulla Terra. Ma come spesso accade nei lavori di JR, la spettacolarità è soltanto il punto di partenza. Dietro la trasformazione del Pont Neuf si nasconde una riflessione sulla percezione e sul modo in cui osserviamo gli spazi che attraversiamo ogni giorno. Un tema che richiama da vicino anche l’arte di Christo e Jeanne-Claude, pur seguendo una strada diversa: Fanpage.it ne ha parlato con Nicolas Ballario, critico d’arte e curatore.