Il governo europeo raccomanda di rimuovere gradualmente le verifiche alle frontiere interne. La respinge il pressing europeo: “Non decide Bruxelles”
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Bruxelles torna a premere sui confini interni dell’area Schengen. La Commissione europea ha raccomandato oggi a nove Paesi - Italia compresa - di avviare una rimozione graduale dei controlli temporanei introdotti lungo alcune tratte delle frontiere interne.Il richiamo dell’esecutivo Ue riguarda Austria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia. Si tratta degli Stati che hanno notificato la reintroduzione dei controlli per ragioni legate alla sicurezza e alla gestione dei flussi. Una misura consentita dal diritto europeo, ma solo a determinate condizioni e per periodi limitati. Quando la proroga supera i dodici mesi, la Commissione è tenuta a esprimere un parere.Bruxelles valuta la necessità e la proporzionalità dei controlli ancora in vigore, insieme alle misure alternative adottate dai singoli governi per ridurre l’impatto sulla circolazione transfrontaliera. La Commissione "rimane impegnata a sostenere i principi di libera circolazione e sicurezza nell'area Schengen". L’obiettivo indicato dall’Ue è accompagnare gli Stati verso una progressiva normalizzazione. I pareri, infatti, contengono raccomandazioni per consentire ai governi interessati di lavorare alla "graduale eliminazione e alla progressiva revoca dei controlli alle frontiere interne".










