L’Italia può rifarlo di nuovo. Dopo aver portato per la prima volta nella storia ben tre azzurri ai quarti di finale in uno dei quattro tornei Slam, infatti, il nostro Paese è legittimato a continuare a sognare al Roland Garros 2026. Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi fanno parte tutti e tre dello spicchio alto di tabellone. Il primo affronterà per un posto in semifinale il canadese Felix Auger-Aliassime, quarta testa di serie del torneo, mentre gli altri due si sfideranno in un derby tutto a tinte tricolori. È più viva che mai, dunque, la speranza che uno di loro possa andare a giocarsi la finale, come fatto in passato (contando tutte le epoche) da Giorgio De Stefani (1932), Nicola Pietrangeli (1959-1960-1961-1964), Adriano Panatta (1976) e Jannik Sinner (2025). Un risultato che sarebbe storico e soprattutto inaspettato se si pensa che l’Italia si è presentata in Francia orfana di Lorenzo Musetti, costretto al forfait per via di una lesione al retto femorale, e ha perso in corso d’opera la sua stella più brillante Jannik Sinner, messo ko in cinque set al secondo turno dal mancino argentino Juan Manuel Cerundolo e soprattutto dai suoi problemi di natura fisica. L’ultimo ed unico ostacolo posto nel mezzo tra l’Italia del tennis e un’altra finale a Parigi, quindi, è il solo canadese Felix Auger-Aliassime.