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Un terremoto di magnitudo ML 6.2 (Mw 6.1) è stato registrato alle 0:12:35 del 2 giugno 2026 nel Mar Tirreno, lungo la costa calabra nord-occidentale. Secondo i dati dell'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), l'evento ha avuto una caratteristica che lo distingue dalla sismicità appenninica più nota: una profondità di circa 250 chilometri. Proprio la grande profondità ipocentrale spiega perché la scossa sia stata avvertita su un'area amplissima, dal Lazio alla Sicilia, senza tuttavia produrre i danni tipici dei terremoti superficiali.Una profondità di 250 km legata alla subduzione
Nella regione tirrenica i terremoti profondi sono piuttosto frequenti. La causa, spiega l'INGV, è la subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria: una dinamica tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali, come quelle dei margini degli oceani Pacifico e Indiano. In Italia questo fenomeno si manifesta laddove la litosfera del Mar Ionio si approfondisce sotto l'arco calabro e il Tirreno meridionale. Il Mar Ionio rappresenta infatti il relitto di un antico oceano che occupava la regione del Mediterraneo, «subdotto» e in parte riassorbito nel mantello terrestre nel corso di decine di milioni di anni, prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini. La sismicità profonda «disegna» così lo sprofondamento dello slab litosferico verso nord-ovest.










