Da lunedì 1 giugno 2026 chi resta bloccato in autostrada può chiedere il rimborso del pedaggio, ma solo in presenza di alcune condizioni. La novità riguarda i ritardi causati da cantieri programmati o da interruzioni del traffico e prevede un indennizzo calcolato in modo proporzionale alla lunghezza del percorso effettuato. Come funziona La richiesta può essere presentata attraverso i siti o le app dei singoli concessionari autostradali. Per il momento il sistema vale solo per i viaggi compiuti su tratte gestite da un unico concessionario. Dal 1 dicembre 2026 sarà possibile chiedere il rimborso anche per percorsi che attraversano reti gestite da più società. In futuro è prevista una piattaforma unica per tutte le richieste. Il rimborso non è previsto in caso di cantieri di emergenza aperti dopo incidenti o eventi meteorologici imprevisti. Danno diritto all’indennizzo solo i ritardi legati a lavori programmati. Il calcolo tiene conto del tempo medio di percorrenza del tratto, della lunghezza del viaggio, della velocità di riferimento, del tipo di veicolo, delle condizioni meteo e dell’orario. Restano escluse dal conteggio le eventuali soste nelle aree di servizio. Per i ritardi causati dal traffico il rimborso cambia in base alla durata dell’interruzione sulla tratta interessata. Se il blocco dura tra una e due ore è previsto il rimborso del 50 per cento del pedaggio. Tra due e tre ore l’indennizzo sale al 75 per cento. Oltre le tre ore il rimborso copre l’intero importo pagato. Come richiederlo Il credito dovrebbe comparire sui siti o sulle app dei concessionari entro 20 giorni dal viaggio. Quando l’importo maturato raggiunge almeno un euro, la somma viene erogata in base al metodo usato per pagare il pedaggio. Il rimborso può arrivare sulla carta di credito o di debito, sul sistema di telepedaggio, oppure tramite bonifico se richiesto dall’utente.