HomePesaroCronacaSulle tracce dell’aquila con i Birders del FurloCronaca di una giornata di osservazione dove il silenzio è rotto da traiettorie improvvise e dal sontuoso volo di coppia della seraCronaca di una giornata di osservazione dove il silenzio è rotto da traiettorie improvvise e dal sontuoso volo di coppia della seraRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl vento di fiume risale lento lungo il Candigliano, lambendo con il suo calore le rocce che tempestano le atmosfere della gola del Furlo donando loro una sontuosità aurea. Stride il formicolio delle auto pigiate ai semafori che segnano i due varchi dell’arco di Vespasiano. E’ il turismo che plana qui da ogni dove alla ricerca di un’ala in volo, di traiettorie improvvise, di un fruscio animale. Le cerca anche Maurizio Saltarelli, le aquile, nel parcheggio di fianco alla strada, con il suo cannocchiale spaziale puntato sulla roccia dove nidifica la nuova coppia che si è insediata qui nel 2017 e dove si nasconde l’aquilotto di appena due mesi. Ma la famiglia non ama la ribalta. Sono esseri che volano alto. Scovarli è una visione mistica da rincorrere con la fantasia, respirando a pieni polmoni e sperando che qualcosa succeda all’orizzonte o nelle pieghe delle macchie, tra i calanchi pelosi. Niente. Non si muove alcunché. Bisogna consolarsi con il racconto del bagno pubblico del daino, che il giorno prima ha raffreddato i bollori nelle acque del fiume.