La filiera tricolore del lusso si conferma strategica per i grandi gruppi internazionali.

Lo confermano gli incontri svoltosi a Parigi tra il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i vertici dei colossi Lvmh e Kering. «L"Italia è la fabbrica del lusso mondiale.

Serve un patto con la Francia per tutelare la filiera», è il messaggio lanciato dal numero uno del Mimit-Ministero delle imprese e del Made in Italy, che ha incontrato prima Bernard Arnault, accompagnato da Toni Belloni, presidente di Lvmh Italia, e dal figlio Frédéric Arnault, ceo di Loro Piana, e successivamente, nella sede di Kering, il ceo Luca de Meo e la chief sustainability officer Marie-Claire Daveu.

Al centro degli incontri, ai quali ha preso parte anche l"ambasciatore d"Italia in Francia, Emanuela D"Alessandro, il rafforzamento della cooperazione industriale tra Italia e Francia nel comparto moda e lusso, con particolare attenzione alla tutela della filiera produttiva, alla tracciabilità e al contrasto delle irregolarità lungo la catena di fornitura. «Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la catena del valore in Italia, che è diventata la fabbrica del lusso mondiale, anche attraverso un patto di sistema tra Italia e Francia, consapevoli che siamo in presenza di un unico ecosistema industriale», ha dichiarato Urso.