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BofA crede alla ripresa del consolidamento bancario in Italia e al suo possibile allargamento al settore assicurativo. È quanto emerso da una chiacchierata fatta da MF-Newswires con Lukas Poensgen ed Eddie Martin, co-head of Emea m&a e head of emea leveraged finance di Bofa. Secondo Poensgen, nel comparto bancario che sta ancora metabolizzando l'operazione Mps-Mediobanca «il contesto per le operazioni strategiche sta tornando a essere sempre più favorevole. Le aziende stanno ritrovando fiducia grazie alla stabilizzazione dei mercati finanziari e al miglioramento della visibilità sul quadro macroeconomico. Nel settore bancario l'attenzione rimane concentrata su dimensioni, efficienza, investimenti tecnologici e competitività a lungo termine. L'Italia rimane un mercato importante all'interno di questa più ampia dinamica europea». La lunga querelle sulle Generali ha innescato le speculazioni su una possibile risiko assicurativo. Una prospettiva che Martin non esclude sottolineando però che «i gruppi assicurativi si trovano ad affrontare molte delle stesse considerazioni strategiche che vediamo più in generale tra gli istituti finanziari, tra cui dimensioni, efficienza operativa, tecnologia e ottimizzazione del capitale. Il miglioramento delle condizioni di finanziamento e una maggiore fiducia strategica stanno favorendo il dialogo sul consolidamento, anche se l'attività rimane selettiva e disciplinata». La ripresa del m&a, ha poi spiegato Poensgen, non è un fenomeno isolato. «È importante sottolineare - ha spiegato - che non si tratta di un rimbalzo ciclico. I fattori trainanti sono più strutturali: la necessità di scala, la resilienza della catena di approvvigionamento, l'accesso alla tecnologia e ai dati, e il riposizionamento dei sistemi energetici e infrastrutturali in tutta Europa. Allo stesso tempo, i mercati finanziari si sono riaperti in modo molto più costruttivo. Questo sta riducendo il rischio di esecuzione e dando ai cda maggiore fiducia nel perseguire le operazioni. L'attività rimane selettiva e disciplinata, ma lo slancio di fondo si sta chiaramente rafforzando. L'Italia si inserisce saldamente in questo più ampio quadro di ripresa europea. Il Paese continua a beneficiare della sua solida base industriale, del profondo ecosistema del mid-market e del posizionamento strategico in settori quali infrastrutture, energia e istituzioni finanziarie». Dovendo indicare i settori che saranno maggiormente interessati da consolidamento in Italia nei prossimi 12 mesi il banchiere sottolinea che «quelli industriali, delle infrastrutture, dell'energia e delle istituzioni finanziarie sono particolarmente attivi. In tutta Europa, e specialmente in Italia, continuiamo a vedere un forte interesse strategico per le aziende industriali e a media capitalizzazione con presenza internazionale, capacità produttive specializzate e profili di flusso di cassa solidi. Anche la transizione energetica e la modernizzazione delle infrastrutture rimangono temi importanti, mentre le istituzioni finanziarie continuano a valutare opportunità di consolidamento, efficienza e crescita a lungo termine.Sul fronte tecnologico, stiamo assistendo a una biforcazione tra i modelli di business che traggono vantaggio dall'AI generativa e agentica e quelli potenzialmente minacciati da essa. Questa dinamica sta anche alimentando l'interesse del private equity verso aziende più tradizionali, «collaudate dall'AI, con utili stabili e flussi di cassa prevedibili». A favorire il m&a contribuiscono le condizioni di finanziamento che sono migliorate. Martin ricorda che «i mercati rimangono disciplinati e le strutture di finanziamento oggi sono più equilibrate e guidate dai fondamentali rispetto al periodo dei tassi ultra-bassi. Gli investitori stanno ponendo molta più enfasi sulla disciplina del leverage, sulla visibilità dei flussi di cassa e sulla protezione dal ribasso. Di conseguenza gli sponsor e le aziende stanno affrontando le transazioni con ipotesi di sottoscrizione più conservative e strutture di capitale più ponderate». Il banchiere inoltre è convinto che l'ampio universo delle imprese italiane, molte ancora a conduzione familiare o di medie dimensioni, sia ancora attrattivo per i capitali esteri. «L'Italia interessa in particolare per le aziende industriali di alta qualità e del mid-market con competenze differenziate ed esposizione internazionale. Molte di queste aziende operano in settori altamente specializzati e beneficiano di un forte posizionamento nell'export, flussi di cassa resilienti e relazioni a lungo termine con i clienti». (riproduzione risevata)






