Il raid. 02 giugno 2026 alle 00:46Ennesima irruzione nel weekend nella struttura comunale di via Ghilarza

Tutto come tre settimane fa: al termine del weekend il Centro intermodale di via Ghilarza, a Oristano, è una discarica a cielo aperto con bottiglie disseminate nel piazzale, sacchetti lasciati qua e là, cartacce ovunque. E poi: bagni distrutti, le porte divelte e spaccate sono ancora lì dallo scorso 11 maggio, lo scopino del water è nel portasapone accanto allo specchio e pezzi di plastica sono sparsi sul pavimento. A dover fare i conti con la situazione sono i tanti pendolari che ogni giorno in treno si spostano – la maggior parte in direzione di Cagliari – e gli autisti dell’Arst che in città garantiscono il trasporto urbano ed extraurbano.

La denuncia

«La situazione del centro intermodale è nota da tempo e, purtroppo, appare ancora come una “terra di nessuno”. Persistono criticità evidenti: parcheggio selvaggio, utilizzo promiscuo tra autobus e autovetture, una condizione che non risponde neppure ai requisiti normativi in materia di sicurezza e organizzazione degli spazi – spiega il sindacalista Uil Trasporti Nicola Contini –. A ciò si aggiunge la totale assenza di vigilanza, nonostante i ripetuti episodi di vandalismo registrati nel tempo. Non è inoltre chiara la posizione definitiva dei soggetti coinvolti nella gestione della struttura: il Comune sembra limitarsi agli interventi minimi indispensabili, mentre Arst, legittimamente, richiede la risoluzione di alcune criticità prima di assumerne la piena gestione, a partire proprio dalla separazione tra traffico automobilistico e movimento degli autobus». All’ingresso la sbarra è sollevata a metà. «Permangono inoltre situazioni di potenziale pericolo, con pedoni che attraversano l’area mentre i mezzi effettuano manovre. Infine, resta aperta la questione della videosorveglianza: da un lato si parla di un impianto moderno e tecnologicamente avanzato, dall’altro emerge che lo stesso non risulterebbe operativo – continua Contini –. Come Uil Trasporti riteniamo che non sia più rinviabile un intervento concreto e coordinato tra tutti gli enti interessati, affinché il centro intermodale possa finalmente garantire condizioni adeguate di sicurezza, funzionalità e decoro per lavoratori, utenti e cittadini».