Il Pacto Histórico e il progressismo colombiano speravano di conquistare la Presidenza della Repubblica già al primo turno. I sondaggi davano Iván Cepeda vicino a un consenso del 50% e le divisioni in seno all’estrema destra lasciavano presagire uno scenario favorevole. Dopo lo scrutinio del 99% delle sezioni elettorali la sorpresa si chiama Abelardo de la Espriella.
L’outsider che non ha mai ricoperto un ruolo istituzionale e che si ispira apertamente a figure come Bukele, Milei e Trump è riuscito in poco tempo a riunire i consensi dell’elettorato conservatore attorno a sé e a spazzare via la concorrenza dell’altra candidata di estrema destra, Paloma Valencia. La sua strategia comunicativa, aggressiva e machista – arrivando a dichiarare di voler «fare tutto il possibile per sbudellare le persone di sinistra» – ha pagato. Al contrario, la decisione di Paloma di virare al centro ha spinto il suo elettorato a dirottare il voto su Abelardo.
CEPEDA NON SOLO non ha vinto al primo turno, ma è finito secondo. Abelardo ha ottenuto 10.361.499 voti, pari al 43,74% delle preferenze, contro i 9.688.361 voti di Cepeda (40,90%). Distantze abissali per Paloma Valencia, con 1.639.685 voti (6,92%), e Sergio Fajardo, fermo a 1.009.073 voti (4,26%).










