di Pietro De Leolunedì 1 giugno 20262' di letturaI fondi destinati all’accoglienza dei migranti sarebbero stati dirottati verso viaggi, soggiorni e costosissimi acquisti di alta moda, mentre nei centri gestiti dal consorzio finito sotto indagine gli ospiti vivevano in condizioni fatiscenti e senza servizi essenziali. È il quadro tracciato dalla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania e dalla Guardia di Finanza di Benevento, che hanno contestato un danno erariale complessivo di 1,3 milioni riferito alla gestione dei centri per richiedenti asilo del consorzio “Maleventum" nel periodo 2014-2018. Secondo gli accertamenti dei finanzieri, alle casse del consorzio sarebbero confluiti oltre 20 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Interno per l’assistenza ai richiedenti protezione internazionale. Parte di queste risorse, invece di finanziare mensa, assistenza sanitaria, servizi igienico-sanitari e alloggi decorosi, sarebbero state impiegate per viaggi e soggiorni e per acquisti in boutique di lusso: borse, accessori e capi firmati Hermès, Chanel, Prada.I controlli eseguiti dai finanzieri all’interno dei centri hanno documentato sovraffollamento, gravi carenze igienico-sanitarie, insufficienza di beni e servizi essenziali e l’assenza degli standard di sicurezza previsti dai capitolati d’appalto. Le immagini e i rapporti descrivono luoghi che nulla avevano a che vedere con le strutture dignitose che i fondi pubblici avrebbero dovuto garantire: dormitori trasandati, bagni inadeguati, cucine scarse e spazi comuni fatiscenti, mentre intanto c’erano acquisti di lusso che richiamano boutique d’alta moda e vacanze pagate con soldi pubblici. Sono otto le persone a cui sono stati notificati gli inviti a dedurre: tra i destinatari figurano amministratori e rappresentanti legali che si sono succeduti nella gestione del consorzio nel periodo indagato e alcuni ex funzionari della Prefettura di Benevento.Benevento, "migranti come bancomat". FdI inchioda la sinistra: come usavano i soldiBasta con i migranti-bancomat e un sistema dell'accoglienza pensato e usato per fare soldi. Da Fratelli d'Italia...A uno degli ex funzionari contestano anche di avere avvisato i responsabili delle strutture dell’imminenza dei controlli da parte di prefettura, Asl, Nas e delegazioni Onu, suggerendo addirittura telefonicamente interventi tampone per “mettere a posto” la situazione igienica prima delle ispezioni. La vicenda trae origine da un procedimento penale trasmesso nel 2018 e culminato, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, in una sentenza di condanna emessa dal tribunale di Benevento lo scorso aprile. Ai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria è toccato ricostruire flussi contabili opachi, giustificativi di spesa a quanto pare molto discutibili. Quanto emerso ha suscitato reazioni politiche. Quanto emerge dall’inchiesta, sottolinea Sara Kelany, responsabile nazionale immigrazione di Fratelli d’Italia, «è un’ulteriore conferma che per qualcuno in passato l’immigrazione illegale è stata un grande business». E aggiunge: «Per fortuna, con questo governo è finito il bengodi per consorzi e coop rosse che hanno lucrato sull’immigrazione clandestina. Il calo degli sbarchi nel 2026 e il parallelo aumento dei rimpatri testimoniano l’impegno del Governo Meloni per fermare i flussi migratori irregolari». Ancora dal partito di Giorgia Meloni, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami osserva: «Dietro l’apparente solidarietà della sinistra, che ha prodotto danni enormi alla sicurezza delle nostre città, si scopre sempre più spesso esserci solo la volontà di fare soldi proprio sulla pelle di chi si dice voler aiutare».Bologna, lo sportello anti-islamofobia: l'ultima trovata di Matteo Lepore Alla sinistra non basta mai. A pochi giorni dalla tentata strage di Modena, a poche ore dalla sonora batosta rimediata ...