La rapida espansione dei chioschi cash-to-cryptocurrency si è interrotta bruscamente il 18 maggio 2026, quando è crollato il più grande operatore del settore. La chiusura dovuta al fallimento di Bitcoin Depot crypto ATM ha scosso il mercato nordamericano dei chioschi, poiché Bitcoin Depot ha immediatamente disattivato l’intera flotta di oltre 9.000 macchine dopo aver presentato istanza di protezione ai sensi del Chapter 11.

La decisione ha posto fine a un periodo di attività durato 10 anni e ha messo in luce un problema più profondo nell’ecosistema cash-to-crypto. Per anni, questi chioschi hanno offerto agli utenti retail un modo rapido per acquistare Bitcoin e altri asset digitali in contanti. Tuttavia, il modello di business è diventato sempre più difficile da sostenere man mano che aumentavano le esigenze di conformità e si intensificava la pressione normativa.

I costi di conformità hanno avuto un ruolo determinante nel crollo del fallimento di Bitcoin Depot crypto ATM. Allo stesso tempo, le frodi legate ai crypto ATM hanno contribuito a innescare una repressione più ampia. I funzionari statali hanno inasprito le regole per proteggere i consumatori e gli operatori rimasti ora affrontano una prova più dura: dimostrare di poter rimanere sicuri, protetti e redditizi.