Meno dieci al mondiale 2026 e nuova grana da risolvere in fretta, alla vigilia di un torneo che ha già regalato problemi su problemi, la questione-Iran su tutti: i visti per la nazionale sudafricana negati dalle autorità messicane. Non ci sono problemi politici dietro a questo pasticcio, ma un errore commesso dai dirigenti dei Bafana Bafana: hanno consegnato la lista dei nominativi fuori tempo massimo. Alla fine, si troverà una soluzione, ma intanto la vicenda ha costretto la nazionale sudafricana, guidata dal belga Hugo Broos, a rinviare la partenza per il Messico e ha creato malumori all’interno del gruppo, nel classico rimpallo delle responsabilità. I Bafana Bafana sbarcheranno nel continente americano last minute e avranno poco tempo a disposizione per prendere confidenza con la nuova realtà: toccherà proprio al gruppo di Broos scendere in campo nel match inaugurale, contro il Messico, l’11 giugno allo stadio Azteca.

Annunciato come il mondiale del business record – visti i prezzi dei biglietti e degli alberghi, non ci sono dubbi – e delle distanze enormi, il torneo tripartito Usa-Canada-Messico continua, per ora, a fare notizia soprattutto per questioni “fuoricampo”. Il problema Iran è ancora irrisolto, legato, come è naturale che sia, all’estenuante trattativa politica in corso tra i governi di Washington e Teheran dopo lo scoppio della guerra, avvenuto il 28 febbraio. La fragile tregua lascia tutto in sospeso. La nazionale di calcio iraniana si è preparata in Turchia, ad Antalya. Nell’ultima amichevole, il 29 maggio, ha superato 3-1 il Gambia, passato in vantaggio al 42’, ma poi surclassato dalla rimonta della squadra asiatica. Il terzo gol, per la cronaca, è stato siglato dall’ex interista Taremi.