Pubblicato il: 01/06/2026 – 11:57
MILANO Tra gli stand che animano la Calabria Straordinaria presente ad Artigiano in Fiera, c’è il profumo del pane appena sfornato, e poi i gioielli in ceramica leggeri come una piuma, prodotti di cosmesi realizzati con materie prime made in Calabria. Tra le protagoniste più apprezzate emergono le storie di alcuni imprenditrici calabresi che rappresentano il volto autentico di una regione capace di innovare senza perdere il legame con le proprie radici. Tra i corridoi della fiera internazionale di Milano, dove migliaia di visitatori scoprono culture, usi, costumi e produzioni provenienti da tutto il mondo, la Calabria si racconta attraverso esperienze imprenditoriali che mettono al centro identità e passione. Le tre imprenditrici condividono un elemento fondamentale: la volontà di costruire valore partendo dalla Calabria.
Dalla Spagna a Cosenza per realizzare gioielli unici
Una delle realtà presenti è Osacuca, guidata da Rosario Gomez, imprenditrice spagnola che nella sua bottega, situata nel cuore del centro storico di Cosenza, dà vita a creazioni uniche. L’arrivo in Calabria per amore, poi l’idea di fare impresa nella città dei bruzi. La sua presenza in fiera rappresenta l’esempio di come tradizione e innovazione possano convivere, i suoi gioielli sono simbolo di una Calabria contemporanea e competitiva. «Realizzo gioielli in ceramica e la particolarità è la loro leggerezza e il colore. Sono molto sottili, leggeri, comodi da indossare», racconta al Corriere della Calabria. Si tratta di pezzi unici. «Vengono realizzati con foglie fresche, prendo le impronte di ogni singola foglia e le trasformo in orecchini». E’ incredibile. «Mi piace l’idea di trasformare un pezzo di argilla, una materia grezza, in un gioiello». La filiera della creazione è piuttosto complessa. «Ci sono una serie di passaggi in forno, fino a tre, perché vengono impreziositi con sfumature di oro liquido». Sulla presenza alla Fiera in corso a Rho, Rosario non ha dubbi. «E’ una grande opportunità perché abbiamo un pubblico internazionale che vede il nostro prodotto altrimenti rischierebbe di rimanere un po’ nascosto».












