Vincere altrove non è lo stesso che vincere al Mugello. Non per un italiano. “Vincere qui è un sogno che avevo fin da bambino, quando mi portavano i miei genitori a tifare”: parola di Marco Bezzecchi. Il suo inizio di stagione da dominatore della MotoGp trova il momento più alto nel Gp d’Italia: per la prima volta in carriera il 27enne riminese riesce a vincere davanti al pubblico toscano. Un successo costruito con una gara perfetta e vissuto con grande intensità, tra la dedica ad Alex Zanardi, l’abbraccio a Kimi Antonelli e la festa per una storica doppietta Aprilia.

Bezzecchi ha dovuto lottare con un ritrovato Pecco Bagnaia, l’ultimo italiano a vincere al Mugello e terzo al traguardo. Ha dovuto tenere a distanza il compagno-rivale Jorge Martin, secondo sia all’arrivo sia in classifica, dove ora però è distante 17 punti. Poi ha potuto esplodere tutta la sua gioia: “Vincere qui è una cosa che non potevo neanche immaginare. Supera tutte le aspettative, è un’emozione incredibile. Grazie a tutti, perché senza il supporto di tutte queste persone sarebbe tutto più difficile, quasi impossibile“, ha detto il pilota romagnolo a Sky nel post gara.

E a rendere ancora più speciale il successo di Bezzecchi è stato il tributo ad Alex Zanardi, celebrato con il casco dedicato: “Questa è la cosa che mi fa più piacere. Purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerlo, l’ho sempre ammirato da lontano come credo la maggior parte di voi, ma la sua storia è incredibile. Ho sentito il bisogno di fare qualcosa per lui, mi sono detto che anche io avrei dovuto far qualcosa perché posso trasmettere a tutti un messaggio importante”. Bezzecchi lo ha fatto dal gradino più alto del podio. Al termine di una domenica stellare.