Stanno crescendo abbastanza le rinnovabili? È con questa domanda che si apre la nuova puntata del podcast “La Settimana di Greenreport”. Maurizio Izzo fa notare: «I numeri dipende sempre come li leggi. Prendiamo la crescita dele fonti rinnovabili. Il report di Legambiente ci dice che la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7%. Copre il 41% dei consumi (le fonti fossili sono al 43,8). Sono cresciute tutte le fonti rinnovabili, più di tutte il fotovoltaico, seguito dall’idroelettrico, eolico e geotermico». Dunque, prosegue il direttore responsabile del nostro giornale, si tratta di «una crescita nel complesso lenta ma importante che, però, avverte Legambiente, deve essere sostenuta e incoraggiata da politiche energetiche più efficaci sbloccando gli iter burocratici per centrare l’obiettivo 2030 e cominciare a guardare a quello di decarbonizzazione al 2040. E già – conclude Izzo – perché se guardiamo all’obiettivo del 2030 questi numeri non sono così buoni: abbiamo raggiunto appena il 33% dell’obiettivo complessivo per quella data».
La seconda segnalazione riguarda i Pfas, composti chimici usati per rendere i prodotti più resistenti che si trovano negli articoli per la cucina, nell’abbigliamento, negli imballaggi. Sono molto pericolosi e hanno la tendenza ad accumularsi nell’organismo. Sarebbe bene dunque vigilare sul livello di contaminazione ma, dice Izzo riprendendo la denuncia di Greenpeace, i monitoraggi sono scarsi e talvolta nulli. Greenpeace rivela di aver ricevuto dal ministero i risultati di 147 campionamenti effettuati nel 2023 e di appena 24 analisi relative al 2024. Nel 2024, in diverse regioni non è stato svolto alcun controllo. In tutti i campioni analizzati (carni di bovini, suini e ovini nel 2023, latte e alimenti per l’infanzia) nel 2024, i valori di Pfas non superano i limiti fissati dall’Unione Europea, ma il 27% delle analisi effettuate nel 2023 mostrava tracce di queste pericolose sostanze. Si tratta di un dato comunque significativo se si considera che nel tempo i Pfas si accumulano nell’organismo, con potenziali effetti negativi sulla salute.








