di Gigia Pizzulolunedì 1 giugno 20263' di letturaIl caso Garlasco approda in teatro con l’evento dal titolo Potresti essere tu, in scena al teatro Arcimboldi di Milano il 4 giugno, condotto dal giornalista Giuseppe Brindisi. Una serata pensata per andare oltre la cronaca, entrando nel cuore di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. Attraverso analisi, domande e punti di vista diversi, il pubblico sarà guidato in un percorso di riflessione sui temi della giustizia, della responsabilità individuale e del ruolo dell’opinione pubblica.Perché portarlo in teatro?

«Questa è un’inchiesta che non mi aveva particolarmente impressionato, fino a quando un anno e 3 mesi fa l’hanno riaperta. Conducevo Zona Bianca, ho cominciato a leggere le carte scoprendo che si tratta di un caso di mala giustizia. Alberto Stasi è stato ritenuto colpevole, e io credo che non lo sia, e condannato secondo quella che non è la formula prevista dalla nostra Costituzione e dal Codice di Procedura Penale, articolo 335. La condanna deve arrivare quando si è andati oltre il ragionevole dubbio. Abbiamo sette indizi uno più flebile dell’altro, cosa che poi fu confermata anche da Oscar Cedrangolo, il procuratore generale, il massimo rappresentante dell'accusa in Italia che ha detto ‘io non posso condannare Stasi e neanche voi’. Quindi ho sentito il bisogno, ma anche il dovere di giornalista, di parlare del dubbio, calpestato nelle varie indagini».