I resti di un chiosco saccheggiato e dato alle fiamme sono tra le poche tracce rimaste sugli Champs-Elysées della notte di caos andata in scena dopo la vittoria del Paris Saint Germain alla finale di Champions League. «Sono stati veloci a ripulire tutto», dice in inglese una turista al marito, facendo attenzione a mettere bene a fuoco lo smartphone per immortalare una delle poche testimonianze rimaste dei disordini. Poco più in là, giace un furgoncino abbrustolito, non lontano dalla fila di camion della celere parcheggiati accanto al marciapiede. Intanto, su quella che i parigini chiamano l’avenue più bella del mondo, la vita continua come se niente fosse.
Solamente fino a poche ore prima la strada che collega place de la Concorde all’Arco di Trionfo si era trasformata ancora una volta in un’arena da combattimento. Al fischio finale riecheggiato dalla Puskàs Arena di Budapest che ha sancito il successo del Psg sull’Arsenal, a Parigi e in altre città di Francia è esplosa una gioia diventata presto violenza, per poi finire in tragedia. Sul périphérique, l’anello autostradale attorno alla capitale bloccato dai tifosi in festa, un ragazzo a bordo di una moto da cross ha perso la vita dopo essere andato a sbattere contro dei blocchi di cemento. Un altro è rimasto invece in fin di vita nelle strade del 16esimo arrondissement, il quartiere della Parigi bene, aggredito da alcuni individui che lo hanno accusato di aver rubato.










