Di: Katy Romy (swissinfo.ch) Il 14 giugno i cittadini svizzeri voteranno su un inasprimento delle condizioni di accesso al servizio civile. Altri Paesi dispongono di sistemi comparabili, ma presentano spesso importanti differenze.

Il servizio civile è strettamente legato all’obbligo di prestare servizio militare: rappresenta un’alternativa per gli obiettori di coscienza, ossia persone abili alla leva ma che non vogliono svolgerla a causa delle proprie convinzioni.https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Un-giro-di-vite-al-servizio-civile--3716928.htmlIl diritto all’obiezione di coscienza è riconosciuto dai testi internazionali sui diritti umani (articolo 9 della Convenzione europea dei diritti umani e articolo 18 del Patto internazionale ONU). Implica l’esistenza di un’alternativa civile, che deve però essere non punitiva, accessibile e indipendente dalle autorità militari: condizioni che in alcuni Paesi sono solo parzialmente soddisfatte.Secondo il portale World Population Review, attualmente 68 Paesi impongono una forma di servizio obbligatorio ad almeno una parte della popolazione.In Europa, dopo anni in cui molti Stati avevano abolito la coscrizione, la minaccia russa e la carenza di soldati professionisti hanno riacceso il dibattito sulla sua reintroduzione. Lituania, Svezia, Lettonia e Croazia hanno deciso di ripristinare il servizio militare obbligatorio. Al pari della Svizzera, altri Paesi non lo hanno invece mai abolito: tra questi Austria, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Estonia, Grecia e Cipro.