Un’otite da curare e una ciotola dell’acqua traballante sistemata nell’angolo della cucina. A svelare al regista Alex Infascelli questi due precisi disagi del suo cane Maus non è stato un banale esame deduttivo, ma un’esperta di letture telepatiche sugli animali. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il vincitore di tre David di Donatello racconta il particolarissimo legame con il suo segugio italiano a tre zampe, soffermandosi proprio su questo espediente fuori dal comune utilizzato per ricostruire il traumatico passato dell’animale.

«Per conoscere il suo passato ho interpellato un’esperta di letture telepatiche sugli animali», svela il regista. «Mettendosi in contatto con lui ha scoperto che tutto è successo per un litigio tra proprietari di terreni confinanti. Alla veggente ho chiesto di domandargli cosa potessi fare per migliorare la sua vita». La risposta del segugio, mediata dalla sensitiva, è stata estremamente pratica: «Desiderava una ciotola più stabile e eliminare quel fastidioso dolore all’orecchio. Lo portai dal veterinario, in effetti aveva l’otite. In quanto alla ciotola, quella che gli avevamo sistemato in un angolo della cucina traballava». La connessione telepatica ha però restituito a Infascelli anche una fotografia emotiva del loro rapporto: «Maus ha parlato anche di me. Mi ha descritto come l’occasione della sua vita, un padrone divertente col quale fare belle gite al lago di Martignano». E a chi, sentendo questi racconti, potrebbe prenderlo per folle, lo sceneggiatore risponde in modo laconico: «Peggio per loro, non hanno avuto la fortuna di aver incontrato uno come Maus».