A Orta Nova, la notte scorsa, cinque minorenni erano a bordo di una Renault Megane station wagon con targa polacca. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, alla guida c’era un ragazzo di 16 anni; con lui altri quattro giovanissimi, tra i 14 e i 17 anni. La vettura avrebbe accelerato alla vista di una pattuglia impegnata in un posto di controllo; poi, all’altezza di una curva lungo la strada provinciale 80, sarebbe uscita fuori strada. Un ragazzo di 17 anni è morto, gli altri quattro sono rimasti feriti.

La cronaca, da sola, racconta il fatto. Ma non basta. Perché un episodio così costringe a fare i conti con una domanda più larga e più scomoda: che cosa prevede davvero la legge quando in auto ci sono minorenni, alla guida o come passeggeri? E soprattutto: quali sono i rischi reali, non astratti, quando si sommano età, inesperienza, paura del controllo, velocità, notte e gruppo? Il punto non è soltanto stabilire chi ha torto. Il punto è capire dove, esattamente, il sistema si spezza.

Quando un minorenne può guidare davvero un’auto

In Italia, la regola base è semplice: la patente B si consegue a 18 anni. Prima di quell’età, un minorenne non può mettersi normalmente al volante di un’automobile come farebbe un adulto. L’articolo 115 del Codice della strada fissa infatti a 18 anni l’età minima per guidare i veicoli per cui serve la patente B o BE.