AVIANO/MONSELICE - Doveva essere una giornata di festa, l'ultima tappa di montagna del Giro d'Italia, ma si è trasformata in una tragedia. Resio Salvan, classe 1952, nato a Monselice, ha accusato un malore fatale sabato 30 maggio, attorno alle 10.30, mentre stava percorrendo in bici la salita dei campioni intitolata a Marco Pantani, da Aviano a Piancavallo. Aveva da poco superato il tratto peggiore, raggiungendo l'unico punto dei quasi 15 chilometri di salita in cui la strada spiana, all'altezza dei ripetitori di Castaldia a mille metri di quota. Il caldo e la stanchezza accumulata però sono stati fatali: il 73enne è morto di infarto. Inutili i soccorsi, immediatamente arrivati sul posto.

I soccorsi Dopo una lunga rianimazione infatti, effettuata dal personale inviato dalla centrale operativa Sores Fvg e il successivo trasferimento all'ospedale di Pordenone, il ciclista amatoriale è morto al Pronto soccorso cittadino. Il ciclismo era lo sport preferito di Resio Salvan. Non più tardi di una settimana fa aveva percorso 86 chilometri attraversando le «sue» zone, tra Este, i Colli euganei e la provincia di Vicenza, a cavallo di una bicicletta gravel. Mezzo del cuore: una Pinarello totalmente nera, marchiata sul telaio con il proprio nome. Non era però l'unica, Salvan possedeva diverse due ruote: un'altra Pinarello, questa volta da corsa, e una e-bike Willier Triestina. Tutte con la firma «R. Salvan».Le passioni Le auto da rally e la bicicletta, gli amici di una vita. Resio Salvan era questo per chi lo conosceva a Monselice: un uomo solare e aperto, capace di vivere lo sport in ogni sua espressione. Abitava nel quartiere del Carmine, in via Pignara, alle pendici del Montericco: lì conduceva una vita riservata e serena: non era sposato e non aveva figli, ma le occasioni di socializzazione certo non gli mancavano. Pensionato dopo una vita da operaio in un'azienda del posto, divideva il tempo libero fra le due grandi passioni di sempre: i motori e le due ruote. Sulla bici era instancabile, allenatissimo e in piena forma a dispetto degli anni. Era tesserato alla squadra Biciverde e adorava le uscite sia in gruppo che in solitaria. Ma è nei rally che Salvan ha fatto la storia dell'automobilismo locale, correndo per la scuderia "Città di Monselice": le prime gare con la A112 Abarth, poi il secondo posto assoluto alla Coppa Monte Venda al volante della Kadett Gte, in coppia con Giorgio Bellotto. Pilota in gioventù, negli anni era passato al fianco di Enrico Stobbia, nel ruolo di navigatore. Nella Monselice Corse, erede di quella vecchia scuderia, non aveva cariche direttive eppure non mancava mai: alle cene, alle attività sociali, accanto ai più giovani. «Ha fatto la storia del nostro sodalizio - ricorda il presidente della Monselice Corse, Nicola Crivellari -. Per noi era un punto di riferimento: trasmetteva il sapere, l'esperienza e quello che i rally erano un tempo. Resio era davvero una persona meravigliosa, l'anima della compagnia, sempre pronto ad allietarci con le sue battute e il suo spirito positivo. Ci stringiamo con affetto nel ricordo di questa grande persona e questo grande sportivo»