ROMA - Una scena da film: un branco di cavalli imbizzarriti che galoppano in mezzo alla Cristoforo Colombo, gli automobilisti che all'improvviso si ritrovano a fare lo slalom tra gli animali che corrono spaventati per chilometri, con gli agenti della polizia locale e alcuni militari a cavallo che li inseguono dalle Terme di Caracalla, nel centro della Capitale, fino alle strade dell'Eur. Bisogna ripartire dalla notte di venerdì, poco prima che iniziassero le prove generali in vista della parata delle Forze Armate del 2 giugno, per capire cosa è successo.
Cos'è successo È tutto pronto: 200 cavalli già allineati, mancano pochi minuti alla mezzanotte e all'improvviso una salva di fuochi d'artificio scuote il silenzio. A sparare, nella vicina via Baccelli, sarebbe stata una pattuglia della polizia locale, proprio sopra ai recinti. Uno dei vigili avrebbe ammesso le sue responsabilità, anche se le indagini sono nelle fasi iniziali. Lo slalom Gli animali in cima alla fila vengono presi dal panico e corrono all'impazzata verso la Colombo. È il panico: una poliziotta di 29 anni in forze al reparto di Trastevere viene disarcionata e sviene nella caduta. Una militare 22enne dei Lancieri di Montebello, che era accanto al suo cavallo, tenta in tutti i modi di fermarlo e viene colpita allo sterno dall'animale: l'impatto le procura la frattura di diverse costole e la perforazione del polmone, fortunatamente superficiale. Una collega, sua coetanea, resta ferita leggermente, così come un altro soldato dello stesso reggimento, 20 anni compiuti da poco. Nessuno è in pericolo di vita ma la paura è stata immensa, come racconteranno il giorno dopo. Ai quattro feriti la Difesa e il Ministro Guido Crosetto hanno espresso la loro vicinanza: «A loro vanno gli auguri di pronta e completa guarigione. Il Ministro, pur trovandosi in visita ufficiale all'estero, ha seguito costantemente l'evolversi della situazione, tenendosi informato sulle condizioni del personale coinvolto». La reazione I botti scatenano la reazione tipica del branco: al primo cavallo che fugge terrorizzato seguono gli altri. E all'improvviso sulla corsia centrale della grande arteria che corre fino a Ostia la gente in auto assiste allibita alla corsa forsennata di 35 purosangue terrorizzati. La scena è surreale: gli animali sono bardati, alcuni hanno le sciabole sistemate nelle else accanto alla sella che sbattono contro i fianchi. La cronaca della notte la restituiscono le decine di video girati dagli automobilisti con i cellulari. La corsa all'impazzata del branco travolge le auto che incontra lungo la strada: almeno 15 i veicoli danneggiati, tra carrozzerie ammaccate e specchietti divelti. Durante la fuga 15 cavalli si feriscono, uno di loro in modo talmente grave da costringere lo staff veterinario al suo abbattimento. Via Cristoforo Colombo sembra una di quelle piste improvvisate per le corse clandestine. A inseguire gli animali terrorizzati ci sono i vigili, a bordo delle auto di servizio e alcuni militari a cavallo. Gli agenti della polizia locale riescono a interdire il traffico ai veicoli sulla corsia centrale, dando modo ai cavalli di proseguire senza ferirsi o provocare altri incidenti. Il branco, chilometro dopo chilometro, raggiunge l'obelisco dell'Eur, i primi esemplari si fermano, alcuni vengono calmati da semplici cittadini. Altri invadono gli spazi verdi in viale Asia, o davanti al Palalottomatica. Un cavallo si spinge addirittura al santuario del Divino Amore ad almeno 15 chilometri dal punto in cui è scattato il parapiglia. Alla fine tutti i cavalli vengono rassicurati e recuperati con i mezzi speciali per il loro trasporto, a notte fonda. Col passare delle ore la situazione torna alla normalità. Le prove generali per la sfilata di polizia, carabinieri ed esercito ormai è sfumata, anche se gli organizzatori assicurano che il 2 giugno ci sarà senza intoppi. Le indagini Sull'incidente stanno indagando sia carabinieri che polizia locale. Una prima informativa è già stata inviata in procura. A quanto pare l'accensione di fuochi d'artificio alla vigilia del 2 giugno è un'usanza inaugurata alcuni anni fa. Gli investigatori stanno visionando alcune telecamere per capire se i botti siano partiti da più punti contemporaneamente. L'unica certezza è che se non fossero stati accesi tutto questo non sarebbe accaduto.










