HomeAscoliCronacaMaxi schermo al Del Duca. Assurde restrizioni ai tifosi: "Vediamola insieme allo stadio"Sarà posizionato dietro alla porta sotto alla curva nord con accesso consentito attraverso l’ingresso di quel settore fino ad esaurimento dei posti a disposizione.Sarà posizionato dietro alla porta sotto alla curva nord con accesso consentito attraverso l’ingresso di quel settore fino ad esaurimento dei posti a disposizione.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl maxischermo al Del Duca per seguire la finale d’andata che martedì sera vedrà l’Ascoli impegnato al Rigamonti di Brescia è soltanto una magra consolazione di fronte alle poco comprensibili decisioni di questura e prefettura. Se vogliamo cercare anche soltanto un aspetto positivo, che in questo caso non c’è guardando come le istituzioni non sono state in grado di affrontare e gestire al meglio una finale nazionale playoff di serie C, possiamo almeno provare ad evidenziare che il popolo bianconero avrà la possibilità di vivere entrambe le finali al Del Duca. Seppur la prima potrà essere seguita soltanto con un approccio virtuale a distanza rispetto alla sfida vera e propria che si consumerà in quel di Brescia. Le questure e le prefetture di entrambe le città, a seguito della linea emersa in sede di Gos, usciranno inevitabilmente sconfitte da questo momento. In primis perché le tifoserie di entrambe le squadre, al di là di qualche lieve multa a volte comminata anche con futilissimi motivi, si sono principalmente concentrate durante tutto l’arco della stagione nel sostenere i propri beniamini senza dare vita a scontri o atti di violenza. In secondo luogo, invece, un’ulteriore riflessione ruota anche attorno al fatto che se le forze dell’ordine hanno preferito non gestire mille ascolani al Rigamonti e meno di seicento bresciani al Del Duca – considerando che molti presenti magari sarebbero stati anche bambini con genitori al seguito visto il clima di festa che ruota attorno ad una finale – la sensazione avuta è quella di chi preferisce non affrontare un problema, che forse inizialmente non c’è, per paura poi di doverselo ritrovare davvero davanti.