Il 4 giugno al Golden Gala a Roma il debutto nella stagione all’aperto con il suo (super) salto triplo, con lo sguardo agli Europei di Birmingham di agosto. Il campione mondiale indoor, primatista azzurro, mira a superare il salto di Edwards che resiste da 31 anni. Ed esalta il suo allenatore Fabrizio Donato: «Mi ha salvato e dato una seconda vita. Seguo i suoi passi. Cuba? Sarà sempre casa per me, anche se non ci posso ancora tornare»Andy Diaz si sente come un leone in gabbia. Scalpita, non vede l’ora di iniziare la stagione all’aperto nel suo salto triplo. Il debutto è fissato al Golden Gala “Pietro Mennea” del 4 giugno allo stadio Olimpico di Roma, la città che ormai considera come sua. Nel 2021 la scelta di abbandonare Cuba da rifugiato politico. Il dramma di non sapere se avrebbe mai potuto rivedere la famiglia, il senso di vuoto nel trovarsi solo, senza affetti, documenti, soldi. La mano tesa del suo allenatore e mentorPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Lia CapizziGiornalista. Dagli inizi in radio alla grande esperienza televisiva tra conduzioni di Tg, interviste, telecronache, documentari (Rai, Mediaset, e 18 anni a SkySport). Racconta lo sport a 360°, specializzata in numerose discipline, dal calcio al rugby, dal nuoto all’atletica, dal tennis ai risvolti sociali nello sport senza trascurare il lato oscuro del doping
Andy Diaz, ambizione senza fine: «Conosco la paura, punto al record del mondo»
Il 4 giugno al Golden Gala a Roma il debutto nella stagione all’aperto con il suo (super) salto triplo, con lo sguardo agli Europei di Birmingham di agosto. Il campione mondiale indoor, primatista azzurro, mira a superare il salto di Edwards che resiste da 31 anni. Ed esalta il suo allenatore Fabrizio Donato: «Mi ha salvato e dato una seconda vita. Seguo i suoi passi. Cuba? Sarà sempre casa per me, anche se non ci posso ancora tornare»











