Oristano.31 maggio 2026 alle 00:29Campioni olimpionici, dirigenti e appassionati all’incontro a Torregrande
C’è chi porta a casa medaglie mondiali, chi ha scritto pagine indimenticabili dello sport italiano e chi ogni giorno lavora dietro le quinte per far crescere centinaia di ragazzi. Tutti insieme, a Torregrande, per lanciare un messaggio chiaro: lo sport è uno degli strumenti più efficaci per contrastare il disagio giovanile e costruire il futuro delle nuove generazioni.
Le voci
L’iniziativa “Lo sport nel cuore”, promossa dall’associazione culturale Lucio Abis e moderata dalla giornalista Simona Scioni, ha richiamato al Villaggio Camping Spinnaker decine di rappresentanti del movimento sportivo del territorio. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’associazione, Pietro Arca, che ha ricordato come lo sport rappresenti «un investimento sul futuro delle nostre comunità». Il tema del disagio giovanile è stato affrontato dal presidente del Coni Sardegna Bruno Perra. «Lo sport è rimasto l’unico deterrente perché insegna regole, educazione e passione», ha affermato, citando un dato significativo: «Solo il 10 per cento dei ragazzi detenuti nelle carceri minorili ha praticato sport». All’appuntamento non è voluto mancare Nicola Riva, figlio dell’indimenticato “Rombo di tuono” e dirigente del Cagliari Calcio. «Papà aveva lo sport nel cuore, ha sempre detto che avrebbe pagato per giocare», ha raccontato. «La prima cosa che ha fatto appena smesso di giocare è stata aprire una scuola calcio dove si insegna ai ragazzi non tanto a diventare un campione, quanto un cittadino del domani». In collegamento da Roma anche Angelo Binaghi, presidente della Fitp: «Sentire che siete riuniti a Torregrande mi riporta alla mia giovinezza», ha detto, ricordando i tornei disputati in passato nella borgata marina e il forte legame che continua a nutrire con Oristano. Gian Valerio Sanna, presidente del Consorzio Uno, ha invitato il territorio a ragionare in grande e ha proposto una vera e propria “città dello sport”, fondata su impianti accessibili, percorsi ciclopedonali tra mare e montagna e una rete di servizi capace di trasformare l’Oristanese in un punto di riferimento regionale.









