Trent’anni appena compiuti, Anya Taylor-Joy è (come d) una ragazza del ’96 e si fatta largo a colpi di horror e inquietanti psico-thriller: da The Witch a Split, passando per La regina degli scacchi, Peaky Blinders, The Menu, fino al prossimo Dune - Parte tre. Tanti successi, personaggi ambigui e diversi tra loro, tutti intensi. Lo è anche Lucky, serie tratta dal romanzo di Marissa Stapley (su AppleTv, dal 16 luglio), che prende il nome dalla protagonista: una truffatrice in fuga dall’Fbi.
Sono pochi i film d’azione con una protagonista femminile: era importante allontanarsi dagli stereotipi?
“Lucky è una donna incredibilmente intelligente. Sembra appartenere a un altro mondo, all’universo Marvel.... Ma non è un’aliena né un robot, non possiede alcun potere speciale, semplicemente cerca di risolvere i problemi, in tempo reale. È rassicurante vedere che una ragazza normale, senza particolari abilità, possa diventare tanto invincibile senza essere un’eroina. Proprio per mostrare ogni sua sfaccettatura, la serie segue uno sviluppo preciso: in ogni episodio avviene un cambiamento, si scopre un tratto del personaggio. Quando finisce, si ha l’impressione di avere visto sette film diversi”.










