«Il presidente Trump continua a godere di ottima salute, dimostrando un solido funzionamento cardiaco, polmonare, neurologico e fisico generale ed è pienamente idoneo a svolgere tutti i doveri di commander-in-chief e di capo di Stato». Inizia così il referto di tre pagine nelle quali il medico della Casa Bianca Sean Barbabella ha descritto in dettaglio la visita medica e gli esami diagnostici effettuati sul tycoon martedì scorso presso il Walter Reed National Military Medical Center. Ma non tutti gli credono. Trump, che compirà 80 anni il 14 giugno, assume attualmente tre farmaci: due per controllare il colesterolo e l'aspirina per prevenire malattie cardiache. Agli aguzzi osservatori della stampa tuttavia non sono sfuggiti i gonfiori alle caviglie, i lividi sui polsi, la leggera narcolessia che lo fa appisolare di frequente. Segnali di un declino psicofisico?Non sappiamo dirlo, ma di certo si affaccia nel comportamento del tycoon newyorkese una sindrome della solitudine che la storia di re e imperatori ben conosce. In qualche modo Donald Trump – caparbiamente intenzionato a far edificare la sua State Ballroom che dovrebbe sorgere accanto alla Casa Bianca al posto della East Wing, demolita nel 2025, e costituire una grande sala da ballo per eventi di Stato e cerimonie in grande stile – ce ne ricorda alcuni.Immerso in zuccherose fantasie romantiche, ghermito da una paranoia che si accompagnava alla sua profonda solitudine, Ludwig II di Baviera, il grande amico e mecenate di Richard Wagner vagheggiava mondi popolati da castelli fantastici, sempre più estraneo alle faccende di governo e sempre più legato a pochi fedeli consiglieri. Prima di lui l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo più che degli affari del regno amava occuparsi della sua Kunstkammer, la camera delle meraviglie in cui assiepava opere d’arte, strumenti scientifici e curiosità naturali, mescolandoli con il prepotente interesse per l’alchimia e l’esoterismo. Anche Nicola II, l’ultimo dei Romanov, consumò gli ultimi anni del suo effimero potere con una ristretta cerchia di fedeli, primi fra tutti la moglie Alexandra Fëdorovna e l’equivoco monaco Grigori Rasputin.Autoreclusosi nella Situation Room dalla quale dirige, scompiglia, provoca, denigra, smentisce sistematicamente le proprie decisioni gettando gli alleati della Nato in un gelido imbarazzo e i grandi avversari delle autocrazie mondiali – la Cina e la Russia in primis, ma anche i vassalli come la Corea del Nord, la Bielorussia, lo stesso Iran – nella sorniona attesa dell’errore fatale, Donald Trump si mostra nel momento di massima debolezza della sua parabola politica. Piccoli ma significativi segnali ne contrassegnano la stagione infausta. Un giudice federale di Washington ha ordinato la rimozione del nome di Donald Trump dalla sede del Kennedy Center, in quanto il suo statuto stabilisce in modo inequivocabile che il Centro deve essere intitolato al Presidente Kennedy e non può assumere alcun altro nome ufficiale o essere utilizzato come monumento pubblico sulla base di una decisione unilaterale del Consiglio di amministrazione. Risposta al veleno di Trump: «Il giudice Christopher Cooper e con lui tutta la sinistra radicale preferiscono vedermi morto che onorare un presidente che ha realizzato tutto ciò che ho fatto io nella mia vita».Ma oltre allo schiaffo alla sperimentata vanità di The Donald si staglia ora l’ipotesi discussa dai più stretti collaboratori del presidente di accantonare il controverso fondo anti-strumentalizzazione da quasi 1,8 miliardi di dollari (fondo che avrebbe dovuto erogare indennizzi a una serie di alleati del presidente, potenzialmente anche ai rivoltosi del 6 gennaio 2021 che presero d'assalto Capitol Hill per solidarietà al tycoon sconfitto alle presidenziali da Joe Biden) in cambio dell'approvazione, prevista per il prossimo mese, dei finanziamenti per rafforzare le misure sull'immigrazione. Strano ragazzo, il presidente. Figlio di un palazzinaro miliardario del Queens che a 13 anni scappava di nascosto a Manhattan per comperare dei coltellini a scatto per imitare le gang che aveva visto in West Side Story. Quando l’autoritario Fred Trump lo scoprì, reagì in modo drastico: lo ritirò dalla scuola privata e lo mandò alla New York Military Academy, un collegio militare a circa cento chilometri da casa. Oggi sul giardino sud della Casa Bianca si sta montando un’arena che ospiterà il ring delle arti marziali miste, in occasione del combattimento organizzato per il compleanno di The Donald. Che tutto sia cominciato lì?