Genova – Musica e impegno civile. Il tutto in nome di don Gallo, il prete di strada, da sempre vicino agli ultimi, morto nel 2013. “Dimmi chi escludi” in piazza Matteotti, a ingresso libero e gratuito parte dalle 16, e vede sul palco, tra performance musicali, parole e interventi, artisti che hanno conosciuto il Gallo o che ne condividono da sempre le rivendicazioni: Vinicio Capossela, Willie Peyote, Ex-Otago, Tre Allegri Ragazzi Morti, Dente, Ministri, Samuel dei Subsonica, Gian Maria Accusani dei Sick Tamburo, Roberta Barabino, Irene Buselli, Sandri, Cristina Nico, Federico Sirianni, Doolia, Era Serenase, Lowtopic, Stellare, The Andre, Cisco e Tommi Scerd. È il primo grande evento dedicato alla memoria del “prete di strada”. Sugli orari dei live: Capossela, Willie, Ex-Otago e Samuel sono previsti dalle 21 circa in poi, prima spazio agli altri nomi. Organizzato dalla stessa Comunità San Benedetto al Porto, nata nel 1970 e che oggi come referente ha Marco Malfatto, e possibile grazie a contributi di partner come Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige e altri, l’evento vede la produzione a cura di BOC, con la direzione artistica di Mattia Cominotto e Lorenzo Olcese. Si tratta di un concertone che, oltre ad avere un valore culturale, è anche sociale e di condivisione. Per sostenere la Comunità si possono comprare delle magliette in piazza oppure fare una donazione attraverso un Qr code o andando su https://sanbenedetto.org/. «L’obiettivo è avviare un percorso già da quest’anno, con la prospettiva di renderlo un anniversario annuale stabile dedicato alla sua memoria – svela Marco Malfatto - la Comunità di San Benedetto, non essendo un ente del terzo settore, utilizzerà le risorse raccolte durante quella giornata non per progetti specifici, come avviene normalmente in quell’ambito, ma per sostenere le proprie attività quotidiane. Tra queste, un ruolo centrale è rappresentato dal supporto alimentare di “Rete cibo”: migliaia di persone in difficoltà si rivolgono annualmente alla comunità per il cibo, una delle battaglie che don Andrea ha portato avanti con forza per tutta la sua vita. Un bisogno che diventa diritto. Abbiamo una Casa di Quartiere ad Alessandria che è un centro fondamentale per il territorio in cui opera e, in Liguria, abbiamo lanciato un progetto di agricoltura sociale».