di Federico Strumolosabato 30 maggio 20263' di letturaIl tempo passa, le giornate si allungano e attorno al Milan aumenta la confusione. Perché se già sarebbe quantomeno anomalo non conoscere il nome del nuovo allenatore a fine maggio, la situazione assume contorni bizzarri quando l’incertezza coinvolge anche ad e ds. Tradotto: oggi il Diavolo sembra privo di una guida. Uno scenario che impaurisce i tifosi, disorienta i calciatori - molti sarebbero sul punto di chiedere la cessione, Adrien Rabiot compreso (e poi, tra gli altri, ci sono Luka Modric, vicino al ritiro, e Christian Pulisic, il quale avrebbe chiesto 8 milioni l’anno per rinnovare il contratto in scadenza nel 2028) - e complica notevolmente il lavoro di chi prova a raccontare ciò che accade.Nonostante la piazza pulita seguita alla disfatta con il Cagliari, la sensazione è che al Milan convivano ancora anime e correnti di pensiero differenti. Da un lato la voglia di Zlatan Ibrahimovic, super consulente di Gerry Cardinale, di scegliere in prima persona l’allenatore, dall’altro la possibilità di nominare il tedesco Ralf Rangnick capo delle operazioni sportive, affidandogli quindi il compito di individuare il nuovo tecnico. Nelle ultime ore, comunque, sembrerebbero in crescita le quotazioni di Mauricio Pochettino, impegnato al Mondiale con gli Stati Uniti. Una candidatura, quella del tecnico argentino, che lascerebbe perplessi: l’ex Tottenham non rispecchia l’identikit tracciato da Cardinale, che aveva parlato di un tecnico «giovane e con idee offensive». Pochettino ha 54 anni e non ha mai dimostrato di badare troppo allo stile.[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47922631]]RAFFICA DI NOMI
Milan in ostaggio di Massimiliano Allegri: perché non riescono a licenziarlo | Libero Quotidiano.it
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