I dati smontano le fake: la premier Meloni meno presente in tv di Renzi, Conte e Draghi
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Altro che TeleMeloni. Il governo è il meno presente fra quelli monitorati a partire dal 2008 dall'Osservatorio di Pavia, arbitro imparziale e autorevole da sempre impegnato a misurare presenza e presenzialismo degli esecutivi e dei leader nei notiziari Rai. Sorpresa: tutti, da Renzi a Draghi, passando per Conte e Gentiloni, hanno occupato più spazio."La quota di tempo in voce per l'esecutivo è la più bassa - scrive l'Osservatorio in una relazione che il Giornale è in grado di anticipare - fra i governi di cui vengono presentate le rilevazioni".Non solo: "Anche la quota di tempo in voce per la presidente del Consiglio è la più bassa fra quelle rilevate, di poco inferiore a quella rilevata per Giuseppe Conte nel suo primo governo". Il tempo in voce è quello in cui microfoni e taccuini catturano appunto le esternazioni del politico di turno.Meloni c'è e c'è anche la sua squadra ma gli spazi non sono dilatati come da narrazione dilagante: non c'è, a leggere questi dati, una sovraesposizione e non c'è alcun monopolio, come spiegano gli esperti che cronometrano le apparizioni dei leader in questo o quel Tg. I numeri non mentono.In linea generale, fra il 2008 e l'aprile 2026 - quando si è chiuso questo monitoraggio - i governi hanno occupato il 33,5 per cento del tempo con interventi diretti, a fronte del 22,7 per cento delle opposizioni, ma questo è un risultato che va scomposto: l'esecutivo Draghi saturava il 36,5 per cento di quello spazio, il governo Renzi era al 33,3 e Conte al 34,9. Il governo Meloni? Sta giù giù, dieci e passa punti sotto al 25,2 per cento.Un tempo congruo, ma senza enfasi e propaganda. Anzi, asciutto rispetto a chi l'ha preceduto. Se pesiamo il tempo "appaltato" dalle opposizioni nel loro complesso è al 30,9 per cento. Insomma, Schlein, Conte e Renzi stanno di più in video di Meloni e dei suoi ministri. Altro che TeleMeloni, per quello che possono valere questi schematismi. "Per la prima volta, in questa legislatura - si legge nel dossier - il tempo in voce" (dunque, con il microfono ad amplificare le parole) "dedicato alle opposizioni è superiore a quello dedicato all'esecutivo".È un altro stereotipo che cade, ma i colpi di scena non sono finiti.Se ci concentriamo sulla premier, vediamo che il tempo in voce di Giorgia Meloni - sempre sul versante dei Tg - è in coda alla classifica: siamo al 10,8 per cento. Draghi era qualche decimale più in alto, all'11.1 per cento. Giuseppe Conte in versione Conte 2 era al 16,1 per cento, assai più loquace delle prima variante, ferma al 10,9 per cento. Da notare che in testa a questa classifica, si colloca Matteo Renzi che riempiva il 20 per cento del tempo, quasi il doppio di Meloni.L'Osservatorio di Pavia fa un'altra osservazione e offre un terzo parametro, perfettamente in linea con gli altri due: "Il governo Meloni presenta sul totale delle testate anche il divario maggiore fra la quota di tempo totale dedicata all'esecutivo, 38,7 per cento, e quella del tempo gestito direttamente, 25,2 per cento". Meno prediche e più servizi che parlano del governo ma non ne sono il megafono.






